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Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello

Celebrare la Pasqua è il momento più alto delle festività cristiane. Eppure c’è difficoltà a comprendere appieno la festa perché nessuno di noi ha mai assistito – né probabilmente assisterà – ad un miracolo di tale portata. Con l’aiuto dei testi biblici forse è possibile se non comprendere, almeno avvicinarsi al significato della festa.

Passò beneficando e risanando tutti

Il primo passo alla comprensione è l’accettazione di Gesù, quale rivelatore di Dio.
Egli è il momento del passaggio tra il cielo e la terra. Una presenza vera, storica, umana. Il rapporto con Dio non è affidato alle singole coscienze, ma, per il Cristianesimo, è radicato nella presenza del Cristo.
E’ vero che le sue parole e le sue gesta sono passate attraverso le testimonianze e le scritture di chi l’hanno incontrato e per questo non sono perfette in tutti i dettagli. Ma il cuore dei suoi messaggi è giunto a noi.
Si richiede dunque una fede sostanziale e non episodica. Lo si può dedurre da una serie di dettagli che dicono che egli era veramente figlio di Dio. La prova regina è stata la sua capacità di offrire orizzonti alti dell’adesione a Dio. Non si è limitato a suggerire regole e precetti, ma ha innalzato il suo sguardo verso Dio, rivelandoci il suo volto.
La sostanza della sua azione è riassunta nelle parole testimoniali degli Atti degli apostoli: «Gesù di Nàzaret, passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo.»
La sua è un’opera di bene; offre salvezza a tutti, perché lo scopo della sua vita è ridare dignità e benessere a chiunque incontra.

Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello

Il dramma della Pasqua è il duello – così è chiamato – tra morte e vita. Si può tradurre anche come bene e male; terra e cielo; verità e menzogna, luce e tenebre.
Immagini che rispecchiano la vita di ogni giorno. In termini esistenziali, ma anche in termini morali. Continuamente questa lotta sfida la vita nei gesti quotidiani, nei pensieri, nelle prospettive di vita di ognuno.
La risurrezione di Cristo offre la certezza che il male non prevarrà. Anche nelle situazioni più drammatiche, non tutto scomparirà. Un filo invisibile legherà la vita donata da Dio che torna a Dio stesso.
La risurrezione ha questo significato profondo. L’esistenza umana ha una dimensione spirituale che trascende lo spazio e il tempo.
L’esempio più immediato è la storia: la narrazione delle cose avvenute significa che il ricordo lega il passato al presente. C’è una storia di ciascuno di noi che ci pone nel mistero di Dio.
Le leggi della natura non sono sufficienti a narrare quanto di più profondo esiste nella vita: sensazioni, emozioni, sogni, ricordi, aspirazioni. Non si tratta di una vita parallela a quella naturale, ma l’intreccio delle due vie che costituiscono la nostra esistenza. La vita di ogni giorno e l’immensità dell’intelligenza e dell’amore.
In quel terreno l’anima vive, si consolida e dirige i nostri passi. Cristo ha alimentato la via dello spirito. Non ha imposto nulla, ma ha proposto indicazioni utili ad avvicinarsi a Dio dal quale proveniamo.

E annuncerò le opere del Signore

Il mistero delle vie di Dio è stato affidato a chi ha creduto a Cristo. I suoi discepoli e poi, nel tempo, tutti quanti hanno accettato il suo insegnamento.
Noi siamo eredi di molte dinastie che hanno lasciato intatto il messaggio di Cristo, ma abitando nel mondo, con tempi e modi diversi, continuiamo nella fede di chi ha “creduto”.
Pur nelle variazioni delle circostanze della storia i misteri sono rimasti e come tali debbono essere affrontati.

Per questo possiamo ripetere l’inno del salmo 117:

«Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.»

1° Aprile 2018 – Anno B
Domenica di Pasqua
(1a Lett.: At 10, 34a. 37-432Lett.: Col 3, 1-4 - Vangelo Gv 20, 1-9)

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