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Il suo amore è per sempre

I testi biblici raccontano oramai la vita delle primissime comunità dei seguaci di Cristo. Gli Atti degli Apostoli, in una breve sintesi, descrivono l’unità delle primissime comunità. Gli Apostoli sono le guide che raccontano di Gesù. Coloro che hanno aderito alla sua missione sono pieni di entusiasmo e restano uniti.
Nel tempo si presenteranno problemi, ma la fede in Gesù è totale. Hanno riconosciuto in lui colui che ha svelato il volto di Dio. Le sue parole, i suoi gesti, la sua vita e la sua morte hanno convinto quanti l’hanno ascoltato, ma anche coloro che, in seconda generazione, sentono il racconto degli Apostoli.
Che cosa l’hanno convinti? Il messaggio nuovo che il Nazareno ha annunciato nella sua breve missione. Egli non è un semplice profeta, messia o taumaturgo. E’ qualcosa di più. Parla con autorità. Non spiega solo quanto la Scrittura ha narrato. Aggiunge una visione nuova: la prospettiva di un Dio che non è il severo padrone del popolo. Non è nemmeno il creatore lontano e indifferente. E’ invece un padre che accudisce tutti, nessuno escluso, perché – come ogni padre – vuole bene ai suoi figli.
Se il creatore ha posto in essere il mondo con i suoi abitanti; egli non ha abbandonato le sue creature. Con parole che sembrano scontate, vuole loro bene, perché le ha create; crede in loro; rendendole libere ha costatato che possono sbagliare.

Gesù è stato inviato per riportare armonia e rappacificare ognuno che crede in lui al suo Dio. Per questo Gesù ha un rapporto strettissimo con il padre, una filiazione speciale che permette a lui di essere in unione con lui e, di conseguenza, di rivelare il volto misericordioso di Dio stesso. Questa è la novità. La religiosità non poggia sui precetti e sugli obblighi, ma su un concetto – comprensibile umanamente – dell’amore. Questa domenica è chiamata la domenica della misericordia. Esprime partecipazione attiva ai male del mondo per correggerlo.
E’ un messaggio assolutamente inaspettato. Non meraviglia che qualcuno stenti a crederlo (Vangelo). In fondo Tommaso ha bisogno di essere rassicurato sulla rivelazione del Signore. Per questo ha difficoltà a credere: prototipo di tutti i dubbi dei credenti nella storia. La rivelazione del cielo non è così scontata come potrebbe apparire. 

Nessuno infatti tra loro era bisognoso

Una comunità nella quale nessuno era bisognoso presuppone una strettissima coesione tra i partecipanti ad una visione comune e all’abbandono ad un’idea talmente forte da permettere di donare i propri beni a vantaggio di quanti ne avessero bisogno.
Nella storia della Chiesa questa adesione rimarrà soltanto tra i religiosi di stretta osservanza che doneranno alla propria congregazione, prima dei voti solenni, tutti i propri beni.
Una comunità aperta di semplici fedeli non riuscirà a raggiungere una tale intensità. Comunque la comunità solidale, attenta ai bisognosi rimane esempio e ideale da seguire.
Eppure già dall’inizio qualcuno tentennerà e tradirà lo spirito comunitario: «Un uomo di nome Anania con la moglie Saffira vendette un suo podere e, tenuta per sé una parte dell'importo d'accordo con la moglie, consegnò l'altra parte deponendola ai piedi degli apostoli. Ma Pietro gli disse: «Anania, perché mai satana si è così impossessato del tuo cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei trattenuto parte del prezzo del terreno? Prima di venderlo, non era forse tua proprietà e, anche venduto, il ricavato non era sempre a tua disposizione? Perché hai pensato in cuor tuo a quest'azione? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio». (At 5, 1-4)
E’ la debolezza umana che stenta a distaccarsi dalle proprie sicurezze per affidarsi a un grande e rassicurante ideale.

 Eppure il salmo 117 cantava:

«Dica Israele:
Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
Il suo amore è per sempre».

Dicano quelli che temono il Signore:
Il suo amore è per sempre
La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.

Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
Il Signore mi ha castigato duramente,
ma non mi ha consegnato alla morte». 

Io non credo

Fa tenerezza Tommaso perché da una parte afferma con sicurezza “io non credo” e dall’altra esclama con altrettanta sincerità “Mio Signore e mio Dio”.
Non si tratta di una convinzione di pensiero, quanto piuttosto di un’adesione totale. Dall’esterno sembra che la fede di Tommaso sia sorta a causa della dimostrazione di un’apparizione. In realtà Tommaso, come ogni credente, dà fiducia a Gesù. Lo chiama Signore, ma soprattutto mio Dio.
Riconosce al Cristo di essere il fedele interprete di Dio, rivelandone la sua natura e il suo modo di agire.
Un’adesione profonda, che nasce dal cuore, dall’accettare la visione del “regno nuovo” che il Nazareno aveva proclamato.


8 Aprile 2018 – Anno B
II Domenica di Pasqua
(1a Lettura: At 4, 32-35 – 2a Lettura: 1 Gv 5, 1-6 – Vangelo: Gv 11, 1-45)

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