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"Stavano tutti insieme"

Con un’introduzione solenne, l’evangelista Luca, negli Atti degli Apostoli, lega l’inizio della missione della Chiesa con la festa di Pentecoste. Tale festa era già in auge nel Giudaismo, con significati che, nel tempo, si sono aggiornati: festa delle primizie, ricordo dell’alleanza, consegna della legge (torah). Cinquanta giorni dopo la Pasqua.
Le manifestazioni sono tratte dagli scenari tipici dei grandi avvenimenti religiosi; il rumore, come di vento, lingue di fuoco. Modi di descrivere l’evento significativo che deve essere ricordato nel tempo.
Nella tradizione cristiana la festa diventa obbligatoria verso il quarto secolo, con una veglia notturna, simile a quella pasquale. Più tardi si aggiungerà l’inno “Vieni, Creator Spiritus”, attribuito all’abate di Fulda Rabano Mauro (+ 856).
Nella liturgia odierna si recita la “sequenza” “Vieni santo spirito”, un inno semplice, da poter ricordare e soprattutto cantare, attribuito a Innocenzo III (+ 1216).

Si trovavano tutti insieme

Il primo elemento significativo che è stato descritto è l’espressione “stavano tutti insieme”. L’autore sottolinea la compattezza del piccolo gruppo di seguaci del Maestro. Sono impauriti perché le autorità di Israele li avevano già indicati come mendaci (aver rubato il corpo si Gesù) e traditori delle tradizioni ebraiche (il sabato, il tempio, la risurrezione …).
Ma qualcosa li muove. Per descrivere la coscienza sicura e disposta a tutto dei componenti di questa prima comunità, si ricorre a parole della tradizione ebraica della rivelazione di Dio sui personaggi importanti della storia biblica. All’improvviso  … come un vento investe tutti e appaiono lingue di fuoco. Il salmo 103, 30 più semplicemente dice “Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra”.
Il vento e il fuoco sono segni di presenza misteriosa. “Cominciarono a parlare altre lingue”. L’interpretazione è che dicessero cose con linguaggi non usuali, ma anche che parlassero con significati diversi, dopo la convinzione di seguire il Cristo.
Il brano termina con una lunga serie di luoghi, oggi solo in parte conosciuti, ma che comprendevano i territori oggi facenti parte dell’odierno Libano, parte della Siria e della Turchia, ma anche l’Egitto e la Libia: popoli vicini a Israele verso nord ovest e sud est. Popoli abbordabili con viaggi via terra. “Li udiamo parlare del nostro Dio”. E’ la soddisfazione che i discepoli ricevono dalla loro missione.

La preghiera di ringraziamento va a Dio, al quale si riconosce sempre e comunque la fonte del bene. 

“Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore.”

Molte cose ho ancora da dirvi 

Il brano di Giovanni riporta la promessa che Gesù ha fatto nei discorsi d’addio, prima della Passione. Egli annuncia l’assistenza dello Spirito, ma sottolinea anche l’unità che esiste tra le sue parole e la verità di Dio.
Con il linguaggio proprio, l’evangelista sottolinea l’unità che esiste tra la vita e le parole di Gesù e la sua relazione con Dio, che chiama Padre.
I contenuti del messaggio di Gesù sono espressi da san Paolo nella Lettera ai Galati:
«Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé».

Le opere della “carne” soggiunge san Paolo: «fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio.»
In parole molto esplicite sono dettate le linee fondamentali dell’atteggiamento cristiano.

Come esortazione la Sequenza indica che cosa chiedere allo Spirito:

«Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa. 

Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina. 

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.» 

Un modo pratico di come relazionarsi con Dio, conoscendo la volontà del Signore, in unità con Dio Padre.

20 Maggio 2018 - Anno B
Domenica di Pentecoste
(1a Lett.:  At 2, 1-11 - 2a Lett.: Gal 5, 16-25 - Vangelo: Gv 15, 26-27; 16, 12-15)

“stavano tutti insieme”. 

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