Stampa Stampa

Lo Spirito parla con grande chiarezza

Dopo le feste dell’Ascensione, della Pentecoste, della Trinità, la liturgia romana celebra la festa del Corpus domini.
Tale festa è stata dedicata all’eucarestia a partire dal XIII secolo in Belgio. Si è diffusa rapidamente in Europa, anche grazie al miracolo di Bolsena, quando un corporale fece emergere delle gocce di sangue allo spezzare il pane.
L’eucarestia è il centro della vita liturgica. Si celebra nel giorno della domenica, con la comunità dei fedeli riunita intorno al presbitero.
La celebrazione dell’eucarestia, nel tempo, si è definita nella Messa. Un rito che raggruppa gesti che danno la completezza della preghiera collettiva. Inizia con l’invocazione della Trinità, prosegue con la richiesta di perdono, la lettura dei testi biblici, l’omelia, la preghiera dei fedeli. Nel rito si ricordano le parole di Gesù che ha chiesto di ripetere il gesto dell’ultima cena, con la benedizione del pane e del vino.
La Messa prosegue con l’invocazione dei doni da parte di Dio e, con le parole di Gesù segue la consacrazione. Si offre a Dio i doni dell’altare e tutto se stessi per completare per poi raccomandare i vivi e i defunti. La parte centrale termina con l’acclamazione a Cristo.
Si recita il padre nostro a cui segue lo scambio della pace e la comunione eucaristica. La benedizione finale termina il rito.
La Messa è un momento solenne che raggruppa in sé molte verità. La prima esprime la fede nella presenza di Dio in mezzo al suo popolo, a cui segue l’attenzione alla sua parola per proseguire nella partecipazione allo spezzare del pane e al condividere il calice.

Il popolo in preghiera

L’eucarestia si distingue perché è una celebrazione collettiva; vi partecipa il popolo dei cristiani, innalzando a Dio la lode, l’attenzione e la partecipazione viva al mistero del Signore morto e risorto.
E’ il riconoscimento della salvezza operata da Cristo, alla quale si aderisce con la preghiera, la riflessione e la partecipazione alla mensa.
Un modo esemplare per esprimere realmente l’adesione alla fede nel Signore. Purtroppo, con l’esagerazione delle celebrazioni eucaristiche, non sempre questo mistero è presente, con il rischio di un’abitudine che riduce la Messa a una pratica religiosa.

Il popolo in adorazione

L’eucarestia è anche occasione di adorazione. Un rito speciale è dedicato all’esposizione dell’ostia a cui si partecipa con il silenzio, la riflessione e la contemplazione. Momenti sempre più rari in una società destinata a correre, a rumoreggiare, ad essere superficiale. Eppure lo Spirito parla con grande chiarezza. E’ necessario fare silenzio e ascoltarlo. Ognuno, con la sua storia, con i suoi problemi può rivolgersi al Signore per lodarlo, chiedere grazie e perdono. Una vita dello spirito che deve essere alimentata, coltivata, donando il necessario cibo all’anima.
Non è così difficile come sembra: è sufficiente lasciarsi andare pensando e riflettendo sulle cose sante del proprio cuore. Dio si farà sentire, se ricercato. Ne troverà giovamento sia l’anima che il corpo, in una visione più autentica della vita.
Anche coloro che hanno preceduto saranno vivi nei ricordi più cari, perché hanno reso possibile la propria vita.

Il popolo nella vita

L’eucarestia incita a dirigere le proprie azioni (personali e collettive) verso il proprio bene e quello altrui, riscoprendo generosità, donatività e gratuità.
Le collette riservate alle persone bisognose, le invocazioni della preghiera comune non tralasceranno nessuno, soprattutto chi ha più bisogno di presenza e di aiuto.
Non è possibile, né lecito separare la celebrazione dalla vita. Se ne snaturerebbe la stessa Messa, ridotta a una semplice prghiera.
Essa è un momento solenne da celebrare con parsimonia e con solennità: mai sguaiata e frettolosa. Tanto meno egoistica e ridotta a una specie di prezzo da pagare per i propri cari o per le proprie necessità.

E’ salutare recitare il salmo 115:

«Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.»


3 Giugno 2018  – Anno B
FESTA DEL CORPUS DOMINI
(1a Lettura Es 24, 3-8 – 2a Lettura: Eb 9, 11-15 - Vangelo Mc 14, 12-16. 22-26)

Stampa Stampa