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La tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore

La festa per la natività di San Giovanni Battista, è stata suggerita molto presto nella Chiesa. Seguendo il Vangelo di Luca la data fu fissata il 24 di Giugno, in corrispondenza del sesto mese della nascita di Gesù. Per la verità avrebbe dovuto essere il 25 Giugno, ma per il calcolo del calendario del tempo, avendo Giugno 30 giorni, è caduta il 24.
L’evangelista Luca scrive che Maria era parente di Elisabetta, la madre di Gesù. La tradizione, nel tempo, dirà che era cugina. In realtà l’evangelista non lo dice.
Pensando alla figura di Giovanni il Battista, sono tre le caratteristiche della sua persona.
E’ un profeta, umile, coerente.

Profeta
Riprendendo le parole di Isaia dalla prima lettura, così è definito il profeta
«Ha reso la mia bocca come spada affilata,
mi ha nascosto all’ombra della sua mano,
mi ha reso freccia appuntita,
mi ha riposto nella sua faretra.»
Parola simboliche che accentuano la fatica della verità. Il profeta non solo è colui che prevede il futuro, ma colui che cerca e racconta la verità. Non è così semplice come sembra; i condizionamenti, le distrazioni, le paure tengono lontani dalla verità. Subentra spesso nei giudizi l’accomodamento o addirittura la cecità nei confronti di ciò che accade. Si può arrivare a negarle l’evidenza della cose.
Un modo di atteggiarsi che non ha impedito nella storia dittature, stragi, silenzi peccaminosi.

Umile
Il vero profeta non parla per suo onore, ma compie solamente il suo dovere.
Il profeta Isaia aggiunge nel suo brano:
«Io ti renderò luce delle nazioni,
perché porti la mia salvezza
fino all’estremità della terra».
Colui che cerca la verità agisce per scopi nobili. Non riserva nulla per sé. Non a caso l’evangelista riguardo al Battista scrive:
«Poiché il popolo era in attesa e tutti si domandavano in cuor loro, riguardo a Giovanni, se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me, al quale io non son degno di sciogliere neppure il legaccio dei sandali: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.» (Lc 3, 15 e s.)

Coerente
Dire la verità è faticoso. Riserva umiliazioni ed emarginazioni. Se ne lamentava già Geremia:
«In realtà, Signore, ti ho servito come meglio potevo,
mi sono rivolto a te con preghiere per il mio nemico,
nel tempo della sventura e nel tempo dell’angoscia.
Quando le tue parole mi vennero incontro,
le divorai con avidità;
la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore,
perché il tuo nome è invocato su di me,
Signore, Dio degli eserciti.
Non mi sono seduto per divertirmi
nelle compagnie di gente scherzosa,
ma spinto dalla tua mano sedevo solitario,
poiché mi avevi riempito di sdegno.
Perché il mio dolore è senza fine
e la mia piaga incurabile non vuole guarire?
Tu sei diventato per me un torrente infido,
dalle acque incostanti.
Allora il Signore mi rispose:
«Se ritornerai, io ti farò ritornare
e starai alla mia presenza;
se saprai distinguere ciò che è prezioso
da ciò che è vile,
sarai come la mia bocca.
Essi devono tornare a te,
non tu a loro,
e di fronte a questo popolo io ti renderò
come un muro durissimo di bronzo;
combatteranno contro di te,
ma non potranno prevalere,
perché io sarò con te
per salvarti e per liberarti.
Oracolo del Signore.» (Ger 15, 11. 16-20).

La stessa fatica e una fine ancora più tragica toccherà al Battista, per aver detto la verità ad Erode Antipa. Subirà la decapitazione.

24 Giugno 2018  – Anno B
NATIVITA’ DI SAN GIOVANNI BATTISTA
(1a Lettura Is 49,1-6 – 2a Lettura: At 13,22-26 - Vangelo Lc 1, 57-66. 80)

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