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"Curare la dimensione dello spirito"

Le letture della domenica invitano, in modo diverso, ad un unico obiettivo: curare la dimensione dello spirito, obbedendo a Dio e, dopo la sua rivelazione, a Cristo. San Paolo fa un lungo elenco di virtù da praticare per la comunità di Efeso.

Desidero morire

Il profeta Elia è stanco di fuggire dalle persecuzioni del re. Si lascia andare nel deserto e chiede di morire. Momenti gravi di scoraggiamento per il grave compito di essere profeta nelle vicende intriganti della politica e della gestione della nazione.
Aveva tenuta alta la sua voce contro le ingiustizie e i gravi pericoli di allontanamento dal vero Dio.
E’ l’angelo che lo sveglia e gli offre il cibo necessario per rimettersi in “cammino”. Non è sufficiente una prima volta; l’angelo ritorna e offre una seconda focaccia con dell’acqua.
Il brano termina indicando la meta verso la quale il profeta si dirige: è il monte Oreb. E’ il luogo dove Dio rivelò la sua identità a Mose.
Le parole del Libro dei Re sono insieme di fatti concreti e di simbolismi: il profeta, la stanchezza, il desiderio di morire, l’angelo, la focaccia e l’acqua, la ripresa del cammino, il monte sacro dell’Oreb.
Come sempre avviene nelle parole bibliche si mescolano personaggi, avvenimenti e circostanze tratte dalla vita quotidiana dando loro un significato simbolico.
Non è difficile in questo occasione individuare quattro momenti: la vocazione del profeta, la stanchezza, l’intervento di Dio, la meta.
Queste circostanze possono essere riprese e rivissute in ogni vita umana. Ciascuno ha la propria vocazione, prova tristezza, invoca l’aiuto di Dio e si incammina verso il propria destino.
Le difficoltà maggiori sono nell’individuare il proprio “destino”. Qualcuno po’ rispondere che è il futuro. Non basta. Quale futuro? Per realizzare che cosa? Con chi?
E’ la vicenda umana che si riprone in tutta la sua concretezza, ma anche con la propria spiritualità.

Aiuta il canto del Salmo che loda Dio e lo ringrazia per le occasione ricevute:

«Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce. 

L'angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com'è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia.»

La focaccia e il cielo

Nell’insistenza sul tema del pane, si aggiunge, nel brano del Vangelo proposto, le parole di Gesù “sono disceso dal cielo”.
E’ singolare l’unità che viene espressa tra il pane e il cielo. Il ricorrere al tema dell’alimentazione insieme al mondo dello spirito rivela una che è armoniosa. Non c’è contrapposizione tra cielo e terra; tra cibo terreno e cibo spirituale. Il creato vive una sintesi che è insieme fisica e trascendente.
Le contrapposizioni a questa armonia sono state da sempre, rifiutate dalla Chiesa: da una parte chi proclama l’assolutezza dell’agire umano e dall’altra chi vede nelle cose reali una limitatezza tale da essere disprezzate.
Papa Bergoglio ci ritorna spesso: ha chiamato la prima distorsione neo-pelagesimo. La dottrina che sostiene che l’uomo può tutto, senza bisogno di aiuti e di grazia. La seconda distorsione è lo gnosticismo: il disprezzo della materia per riportare la forza della vita in un principio vago della natura che sarebbe la fonte dell’essere delle cose.
Il cristianesimo ha come punto di riferimento Cristo stesso, figlio di Dio e rivelatore del volto di Dio. I cristiani si sono riferiti a lui per la spiegazione dei misteri del mondo e per la correttezza dell’agire.
San Paolo non si stanca di esortare ai buoni comportamenti: « Scompaiano da voi ogni asprezza, sdegno, ira, grida e maldicenze con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.»

12 Agosto 2018
Domenica XIX del Tempo ordinario – Anno B
(1ª lett.: 1 Re 19, 4-8 - 2ª lett.: Ef 4,30-5,2 – Vangelo:  Gv 6, 41-51)

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