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Il Dio di Gesù è colui che difende tutti

Le letture della liturgia di oggi allargano il cuore a tutti: non solo a chi sta in difficoltà o è povero, ma a tutti.
Il cristianesimo non è una religione pauperistica, ma offre una prospettiva positiva della vita, in quanto il Dio di Gesù è colui che difende tutti, a partire da chi è più in difficoltà.
Non è così scontato che il Dio dell’universo sia attento alle miserie umane. Altre religioni e altre divinità hanno offerto un’idea di Dio trionfante o addirittura lontano dal mondo, senza farsi toccare alle miserie umane.
Come nel racconto della creazione Dio è presente e attivo perché “ha fatto bene tutte le cose”, così anche Gesù, con il miracolo del sordomuto, dimostra tenerezza e attenzione. 

Il salmo è un canto alla grandezza di Dio che esprime con parole poetiche:

«Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. 

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. 

Egli sostiene l'orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. 

E’ uno dei canti più belli di benedizione perché è consolatore. Le ingiustizie e le solitudini sono compensate dalla presenza di Dio. Non solo a parole e in termini spirituali, ma anche e soprattutto in termini concreti ed efficaci.

Qualcuno con un anello d'oro al dito

Il brano della lettera di Giacomo è sorprendente, perché riporta un esempio concreto di come si debba offrire dignità a ognuno, al di là delle apparenze e dello stato sociale. L’apostolo Giacomo raccomanda di non avere preferenze; per questo porta l’esempio del ricco e del povero. Non si può onorare il ricco e disprezzare il povero.
La raccomandazione iniziale dice infatti:
« Fratelli miei, la vostra fede nel Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria, sia immune da favoritismi personali.»
E’ facile lasciarsi ingannare dalle apparenze. E’ quasi spontaneo dare rispetto a chi è ricco, istruito, affermato e disprezzare chi è non istruito, povero, insignificante.
Non è un atteggiamento cristiano, perché viola l’uguaglianza che Dio ha dato a tutte le creature senza discriminazioni. Lo sforzo di offrire benessere a tutti è la capacità di farsi carico di ognuno: dei propri cari, ma anche dei propri simili.
Per alcune circostanze la nostra civiltà sembra abbia assimilato l’attenzione al creato: si pensi alla cura degli animali e delle piante, per altro verso è capace di scaricare odio, rancore e disprezzo. Commette così un errore grossolano perché nessuno può esser sicuro di non aver bisogno nella vita di aiuto, vicinanza, rispetto. 

Per ascoltare e parlare

Il miracolo narrato da Marco offre molti spunti di riflessione. Per l’evangelista è importante narrare l’azione miracolosa di Gesù, perché egli è salvatore dell’anima e del corpo
Fa il miracolo di guarire un sordomuto: lo fa in terra straniera, incontra il sordomuto personalmente, invoca dal cielo la benedizione, lo tocca con le sue mani, gli comunica la saliva, chiede che nessuno la sappia.
E’ un’azione di grazie posta in nome di Dio. I commentatori del miracolo hanno suggerito molte interpretazioni.
Per qualcuno è un messaggio al mondo pagano perché il miracolo è compiuto in terra straniera. Per qualcun altro è l’allontanamento del demonio perché gli antichi ritenevano che le malattie e le imperfezioni fossero opera del diavolo.
Oppure semplicemente la dimostrazione che Gesù è il Messia perché predica il regno e rafforza la sua missione con l’essere taumaturgo.
Infine la dimostrazione  della gratuità della grazia, esempio dell’azione di Dio che salva. Per questo motivo Gesù chiede che il miracolo non sia divulgato: il bene si compie semplicemente, nel silenzio e nell’umiltà: solo Dio ha il potere della guarigione.

9 Settembre 2018  – Anno B
Domenica XXIII Tempo ordinario
(1a Lettura: Is 35, 4-7 – 2a Lettura: Gc 2, 1-5 - Vangelo Mc 7, 31-37)

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