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"La legge del Signore è perfetta, rinfranca l'anima"

Le letture di questa domenica hanno un accento forte, ricorrendo – soprattutto il Vangelo – a vere e proprie paradossi (tecnicamente sono iperboli). Ma, a partire dalla prima lettura si suggerisce una vera e propria lezione teologica. Tutti sono chiamati da Dio: ad essi viene chiesto di essere testimoni della verità. E’ vero che ci sono coloro che hanno la vocazione ad essere annunciatori della parola di Dio, ma lo spirito illumina chi vuole, senza esclusioni.

Il salmo 18 è di una leggerezza illuminante:

«La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l'anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti.

Anche dall'orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro da grave peccato.»

Una fede integra e anche serena perché è sicura: si affida a Dio e non ha altri dubbi nel seguire le sue indicazioni. Non c’è ribellione o incertezza. Il salmista è convinto di aver trovato in Dio la sua sicurezza e, per questo, segue le sue ispirazioni.

Fossero tutti profeti

L’episodio narrato nel libro dei Numeri vuole dimostrare che la presenza di Dio in ciascuno (la profezia) non è legata alle istituzioni riconosciute. La guida del popolo era stata affidata a Mosè che l’aveva trasmessa a settanta saggi perché lo affiancassero nell’opera di guida del popolo. Due estranei non destinati alla missione “profetizzano”: da qui la protesta di Giosué, figlio di Nun che era stato a servizio di Mosé fin da piccolo.
Mosé non impedisce ai due di profetizzare, lasciando intendere che lo Spirito illumina chiunque vuole e nessuno si può arrogare il diritto di essere unico.
Una lezione che, ancora oggi, è valida. Contro gli “addetti” alla evangelizzazione (clero, catechisti, appartenenti ai gruppi cattolici…) e quanti si ritengono autorizzati a parlare in nome di Dio. Si pone il problema da una parte dell’autoritarismo di chi presume di essere unico e dall’altra il silenzio di chi intravvede contenuti di fede, ma rimane in disparte perché non ha il coraggio o non si ritiene idoneo a partecipare alla missione di verità.

Siete pieni di desideri

Il brano della lettera di Giacomo è esplicito. Il succo del richiamo  - a ben vedere – è addirittura di sapore esistenziale, prima che evangelico. In tono sarcastico, la lettera ricorda « Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni!» Il tutto per dire che la vita non è infinita e accanirsi sull’accumulo non ha senso. Richiama quanto detto precedentemente: «Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere.»
In tempi non sospetti una lezione all’odierno consumismo che ha raggiunto livelli ossessivi. Un richiamo anticipato di tutta la concezione del benessere che le culture dell’occidente hanno ipotizzato con consumi sempre più accelerati, senza sapere la fine di un processo simile.

Coerenza

Con parole forti il Vangelo di Marco si scaglia contro gli scandali. Con linguaggio e cadenza biblica esemplifica: la mano, il piede, l’occhio che fanno scandalo vanno eliminati.
La parte positiva dice invece:« Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.»
Un duplice messaggio: seguite quanto vi dico per essere felici. Abbandonate gli atteggiamenti perversi perché procurate danno non solo a voi stessi, ma anche a chi vi è accanto.
Non si tratta di terrorismo psicologico o religioso, ma di un atteggiamento fermo e coerente di fronte alla missione di Gesù: riguarda il rapporto delle creature con Dio.
Le parole del Vangelo aiutano a non sottovalutare, con  semplici gesti di culto, la sequela di Cristo. Il vangelo è pieno di richiami alla serietà (e severità) delle parole del Messia. Non viverle coerentemente è una leggerezza grave che inficia l’appartenenza alla stessa missione.

30 Settembre 2018  – Anno B
Domenica XXVI Tempo ordinario
(1a Lettura: Nm 11, 25-29 – 2a Lettura: Gc 5, 1-6 - Vangelo Mc 9,38-43.45.47-48) 

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