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"Un po’ di dolcezza verso sé stessi e un po’ di dolcezza agli altri"

Il calendario di quest’anno indica due feste in poco tempo: la domenica del 30 Dicembre e la festa del 1° Gennaio del futuro anno. Anche nella liturgia le due feste sono collegate. Riprendendo il Vangelo di Luca, la liturgia nella domenica subito dopo Natale rivolge l’attenzione alla famiglia; il primo giorno a Maria Santissima Madre di Dio.
Sono dunque molteplici le riflessioni possibili. Per la Festa della Famiglia è ricordato l’episodio di Gesù che si perde nel tempio. Egli ha dodici anni; per tre giorni è cercato dai suoi genitori. Al rimprovero della mamma «Figlio perché ci hai fatto questo? Ecco tuo padre ed io ti abbiamo cercato angosciati», Gesù risponde:  «Perché mi cercavate, non sapevate che io devo dedicarmi alle cose del Padre mio?». Il brano dell’evangelista prosegue: «Ma essi non capirono ciò che aveva detto loro.»
Gli studiosi biblici interpretano il pensiero dell’evangelista che, scrivendo dopo la morte di Gesù, vuole ricordare, fin da subito, quale missione compirà il Signore quando sarà adulto ed inizierà a percorrere la Palestina.

La benedizione

La Madonna non solo è venerata come madre terrena di Gesù, ma è madre al grande evento della nascita del Salvatore; per questo è chiamata Madre di Dio. La Chiesa, nel ricordo di Maria, partecipa all’evento del primo giorno dell’anno, che tutti auspicano sia portatore di bene. Nella notte è proclamato il Te Deum, canto di ringraziamento a Dio per l’anno trascorso. Nella Messa del giorno il brano è tratto dal Libro dei Numeri; il sacerdote Aronne suggerisce la preghiera:

«Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace».

A cui fanno seguito le parole di benedizione per tutti i popoli cella terra, guidate dalla benevolenza di Dio:

«Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.
Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.»

Il messaggio di pace di Papa Francesco 

Per la 52ma volta, un messaggio di pace del Papa è stato rivolto al mondo intero. Prendendo spunto dalle parole di Luca “Pace a questa casa”, il Papa prosegue dichiarando che casa è “ogni famiglia, ogni comunità, ogni Paese, ogni continente, nella loro singolarità e nella loro storia; è prima di tutto ogni persona, senza distinzioni né discriminazioni. È anche la nostra “casa comune”: il pianeta in cui Dio ci ha posto ad abitare e del quale siamo chiamati a prenderci cura con sollecitudine.”
Il messaggio ha per tema la “buona politica. Per essere esplicito ha riportato il testo del Cardinale vietnamita François-Xavier Nguy?n Vãn Thu?n, morto nel 2002:

“Beato il politico che ha un’alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo.
Beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità.
Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse.
Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente.
Beato il politico che realizza l’unità.
Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale.
Beato il politico che sa ascoltare.
Beato il politico che non ha paura”.

Auspica la pace contro le guerre e le strategie della paura. Parla di pace richiamando
“- la pace con sé stessi, rifiutando l’intransigenza, la collera e l’impazienza e, come consigliava San Francesco di Sales, esercitando “un po’ di dolcezza verso sé stessi”, per offrire “un po’ di dolcezza agli altri”;
- la pace con l’altro: il familiare, l’amico, lo straniero, il povero, il sofferente…; osando l’incontro e ascoltando il messaggio che porta con sé;
- la pace con il creato, riscoprendo la grandezza del dono di Dio e la parte di responsabilità che spetta a ciascuno di noi, come abitante del mondo, cittadino e attore dell’avvenire.”
Termina invocando la conversione del cuore e dell’anima.


1° Gennaio 2019 - Anno C
Maria santissima Madre di Dio
(1ª Lett.: Nm 6,22-27  - 2ª Lett.: Gal 4,4-7  - Vangelo: Lc 2, 16-21)

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