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Alza gli occhi intorno a te e guarda

La festa dell’Epifania, nel racconto che sembra parabolico, in realtà affronta, fin dall’infanzia di Gesù, la lotta che si instaura tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre.

Alza gli occhi intorno a te e guarda

Il brano del profeta Isaia descrive la situazione del mondo; intravede le difficoltà, ma invita ad una speranza che esige momenti di impegno, con la certezza che al termine prevarrà la verità.

Dice il profeta:
«Cammineranno le genti alla tua luce,
i re allo splendore del tuo sorgere.
Alza gli occhi intorno e guarda:
tutti costoro si sono radunati, vengono a te.
I tuoi figli vengono da lontano,
le tue figlie sono portate in braccio.
Allora guarderai e sarai raggiante,
palpiterà e si dilaterà il tuo cuore,
perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te,
verrà a te la ricchezza delle genti.»

Il tema della luce, in realtà corrisponde al tema della verità. La storia dell’umanità racconta che la ricerca della verità è costante. Una dimensione che a volte si dimentica. La scoperta è continua. Sia per le conoscenze delle leggi di natura, ma anche in termini morali. Guardando con occhio intelligente si intrecciano le scoperte, sia scientifiche che morali. L’umanità è nella condizione di sviluppo nel senso più pieno del termine. Tutti sono in cammino verso la luce che, nella pienezza, mai si raggiungerà sulla terra. È la condizione reale di ogni esistenza. Quasi sempre i passaggi dell’approfondimento passano per intuizioni di singoli; spesso diventano patrimonio comune, anche se non avviene sempre velocemente. Addirittura trascorrono secoli, a volte, prima di convincersi di verità, che, una volta scoperte, dovevano sembrare ovvie, ma che tali non erano. Il mondo moderno ha la caratteristica di intrecciare – tramite le comunicazioni rapide e globali -  il diffondersi di notizie di verità, frammiste a errori o ad esagerazioni.
La ricerca di verità è più diffusa oggi, ma anche più difficile.
Occorre molta attenzione a saper discernere tra intuizioni di verità e falsi percorsi. Nella Bibbia la distinzione veniva riassunta semplicemente in veri e falsi profeti. Esistono anche oggi: a ciascuno la responsabilità di saper distinguere tra tenebre e luce. Gli stessi popoli sono chiamati a cercare la luce: è l’impegno di chi ha responsabilità a non lasciar nell’errore coloro che sono chiamati alla verità.
Il profeta Isaia ha una certezza: solo in Dio si ritroverà la pienezza della luce. La speranza che questo avvenga procura gioia e festa.

Per un’altra strada fecero ritorno al loro paese

L’episodio descritto dall’evangelista Matteo è tenero, ma anche crudele. Si intrecciano, nelle vicende dei Magi e di Erode, due poteri. Il primo potere è il riconoscimento della missione del Figlio Gesù; Erode è l’espressione di un potere umano difeso ad ogni costo.
I sapienti dell’oriente «si prostrarono e lo [Gesù] adorarono».
Questo atteggiamento significa due cose: riconoscono il valore alto di Dio rispetto alle proprie conoscenze; affidano a Dio stesso – nella manifestazione del bambino – la verità ultima.
L’atteggiamento di Erode è legato ai suoi poteri umani: ha paura delle novità; non demorde dai suoi poteri di dominio. Ha timore che qualcun altro venga eletto re. Per questo ricorre all’inganno e alla crudeltà.
Erode combatte perché privilegi non siano compromi; agisce in termini di cupidigia umana.
La sua figura, nella storia, rimarrà per sempre negativa. In realtà è più diffusa di quanto si immagini. C’è chi non demorde dai propri interessi e difende ad oltranza le propri sicurezze, dimenticando che, per definizione ogni condizione umana è limitata, incerta e contraddittoria.
Una scelta continua nella vita: da una parte le verità umane, dall’altra le verità divine. La nascita del Salvatore, il suo riconoscimento come rivelatore di luce e di Dio, permette al cristiano di non separare la strada che porta alla verità. La ricerca umana non può mai dimenticare la dimensione ultima che pone le creature in relazione al creatore.
Ciò è possibile se si accettano le luci della ragione e quelle dell’anima.
L’invito cristiano non sottrae nulla all’intelligenza, ma la sorregge nel vero equilibrio della vita.

Per questo il salmo invoca un re speciale: 

«O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.
Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare.»

6 Gennaio 2019 – Anno C
Epifania del Signore
(1ª lettura: Is 60,1-6  - 2ª lettura: Ef 3,2-3a.5-6 – Vangelo: Mt 2,1-12)

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