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La gratitudine, la benedizione, l’impegno

Dopo le feste natalizie, la liturgia, con questa domenica, salta tutta l’adolescenza e la giovinezza di Gesù, e riprendendo il filo dell’evangelista Luca, racconta l’inizio del ministero di Gesù, oramai adulto.
Nel mondo ebraico l’acqua è segno purificatore, ma anche rigeneratore: è stata indicata spesso come simbolo di presenza di Dio e di rapporto con lui. Basti ricordare il diluvio, il mar rosso e i molti riti di abluzione che le usanze giudee imponevano in vari momenti della vita e della giornata. Al tempo di Gesù i rabbini usavano battezzare i proseliti, quei pagani che si aggregavano al popolo ebraico. In questo contesto si erge la figura i Giovanni Battista. Anch’egli battezza i suoi discepoli, insistendo sulla conversione per una nuova vita, dichiarando esplicitamente che di non essere il Messia.

San Paolo, nella Lettera a Tito scrive:

«Egli [Gesù] … ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, con un'acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, che Dio ha effuso su di noi in abbondanza per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, affinché, giustificati per la sua grazia, diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.»

Gesù si inserisce nella missione di Giovanni. Per questo motivo si fa battezzare. Da quel momento il battesimo diventa definitivamente segno di appartenenza al cristianesimo.
Con esso si sceglie di diventare seguaci del Signore, una volta e per sempre.
Nella Chiesa primitiva il battesimo veniva conferito agli adulti, debitamente preparati (catechesi) e disposti alla fede (professione). Solo più tardi (metà IV secolo), quando le famiglie cristiane diventano numerose, il battesimo sarà conferito anche ai neonati.

I simboli

Il battesimo è un segno esteriore: si celebra solennemente in presenza di un ministro della Chiesa [per motivi di urgenza può essere impartito da chiunque] con simboli che appartengono alla vita reale: l’acqua, l’olio, la veste bianca, la candela, il sale.
L’acqua è elemento vitale, che simboleggia la purificazione, ma anche l’alimento. L’olio è segno di iniziazione; la vesta bianca esprime il candore, la candela la luce, il sale la saggezza per la crescita.
Le parole sono espressione della volontà di agire a nome e per conto della Trinità: “io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito”.
Può essere amministrato per infusione o per aspersione dell’acqua.

La gratitudine, la benedizione, l’impegno

Di fronte a una creatura che si battezza il primo sentimento è quello della gratitudine. Ogni nascita è un miracolo donato. La creatura appena nata diventerà gradatamente adulta e il miracolo si perpetuerà per tutti i giorni. Non solo quando è piccola e fa tenerezza, ma sempre anche quando, trascorrendo gli anni, si atteggerà da adulta.

Il salmo ci aiuta nell’inno di lode:

«Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto,
tu che distendi i cieli come una tenda.

Costruisci sulle acque le tue alte dimore,
fai delle nubi il tuo carro,
cammini sulle ali del vento,
fai dei venti i tuoi messaggeri
e dei fulmini i tuoi ministri.

Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.»

La benedizione significa affidare al creatore ciò che ha donato. Il salmo prosegue:

«Tutti da te aspettano
che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono;
apri la tua mano, si saziano di beni»

Non si tratta solo di beni materiali, ma di tutte le facoltà che fanno della creatura umana una persona intelligente, amorevole, creativa.Forse l’espressione più bella è da riprendere dal Vangelo di Luca e attribuita a Gesù:
«… il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Ogni battezzato è accompagnato dallo Spirito che consola la migliore creatura del mondo.
L’impegno dunque a far crescere chi da neonato è stato battezzato – genitori, padrini, parenti, educatori – è per una visione solare della vita. Illuminanti le parole di Isaia:
«Consolate, consolate il mio popolo - dice il vostro Dio. - Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta la sua colpa è scontata, perché ha ricevuto dalla mano del Signore il doppio per tutti i suoi peccati».

13 Gennaio 2018 – Anno C
Battesimo di Gesù
(1a Lettura Is 40, 1-5.9-11 – 2a Lettura Tt 2,11-14; 3,4-7 – Vangelo Lc 3,15-16.21-22)
 

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