ROMA - Prime aperture della ministra Luciana Lamorgese al superamento del modello “navi quarantena”, cioè dell’isolamento precauzionale da Covid 19 su navi private per i migranti che arrivano nel nostro paese. Una prassi da tempo criticata dalle organizzazioni umanitarie perché considerata dannosa, costosa e discriminatoria. E che ora potrebbe venire accantonata: la quarantena si farà dunque a terra, all’interno di centri ad hoc, come già avviene da qualche settimana per i minorenni. La disponibilità del Viminale è stata confermata oggi nel corso del Tavolo Asilo, convocato dopo mesi, su richiesta delle associazioni che ne fanno parte. 

“Per la prima volta registriamo la volontà di superare in toto il modello delle navi quarantena - sottolinea Filippo Miraglia, responsabile Immigrazione di Arci-. La ministra ci ha sollecitato a trovare posti sul territorio per l’isolamento fiduciario dei migranti. Noi abbiamo dato la massima disponibilità ma abbiamo anche chiesto procedure certe e protocolli per attrezzare gli appartamenti. Inoltre, in questo processo vanno coinvolti i territori e gli amministratori locali”. 

La navi quarantena per i migranti sono state istituite dal governo nell'aprile 2020, per far fronte all’emergenza sanitaria legata al coronavirus. Sono navi private, per passeggeri, adibite all’assistenza e alla sorveglianza sanitaria dei migranti soccorsi in mare o giunti in Italia con barche autonome. Da subito la misura ha suscitato perplessità. A partire dal Garante delle persone privati della libertà, Mauro Palma, che, nei giorni immediatamente successevi alla decisione del governo, aveva chiesto che non fossero create zone di “limbo giuridico”. La morte di Abou Dakite, quindicenne originario della Costa d’Avorio, dopo lo sbarco d’urgenza dalla nave quarantena “Allegra”, a Palermo, aveva tragicamente riportato alla ribalta del dibattito mediatico la questione della presenza di minori sulle navi. Solo nelle ultime settimane sono stati esentati dalla quarantena sulle navi i minorenni.

Tra gli altri temi trattati durante l’incontro odierno anche la questione accoglienza. In particolare, le organizzazioni hanno chiesto a Lamorgese una programmazione in vista dell’allargamento del Sai (Sistema accoglienza e integrazione), previsto dalla legge 173/2020 ma rimasto per ora sulla carta. “Anche su questo la ministra si è detta disponibile ad accogliere le nostre richieste - conclude Miraglia -. Abbiamo chiesto una nuova convocazione del Tavolo a fine giugno per poter analizzare eventuali avanzamenti e programmare insieme i nuovi passi da fare”.