17 giugno 2019 ore: 15:36
Immigrazione

Emilia-Romagna prima per l’incidenza dei residenti stranieri

Sono oltre 538 mila: il 12,1%. Il 10,7% degli iscritti nei servizi educativi per l'infanzia sono stranieri così come il 16% degli alunni delle scuole statali e non. Quasi 10 mila le acquisizioni di cittadinanza

BOLOGNA – Nel 2018 sono oltre 538 mila i cittadini di origine straniera residenti in Emilia-Romagna, pari al 12,1% della popolazione complessiva (il dato nazionale è l'8,5%), “un dato che conferma la regione al primo posto per incidenza percentuale”. È quanto emerge dal XIX Rapporto sull'immigrazione straniera in Emilia-Romagna realizzato dall'Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio. Dai dati risulta che i principali Paesi di provenienza sono Romania (17%) e Marocco (11,3%). Seguono Albania, Ucraina, Cina, Moldavia, Pakistan e Tunisia. Sono sempre di più i nuovi cittadini italiani: nel 2017 sono state quasi 19 mila le acquisizioni di cittadinanza, in totale negli ultimi 16 anni sono state 153 mila. “Ciò conferma la vasta portata della conclusione di progetti migratori che sfociano in una maggior presenza di membri permanenti della nostra società”.

Significativa la presenza di bambini di origine straniera a scuola

Nei servizi educativi per l'infanzia per la fascia 0-3 anni, la presenza di bambini stranieri è elevata: nell'anno scolastico 2017-2018 erano 3.443, pari al 10% di tutti gli iscritti. Anche gli stranieri iscritti nelle scuole statali e non statali dell'Emilia-Romagna sono sempre più numerosi: nell'anno scolastico 2017-2018 erano 99.661 gli alunni stranieri, pari al 16,1% del totale. In crescita anche il numero degli studenti nati in Italia: sono stati 65.273 i bambini stranieri nati in Italia e rappresentano il 65,5% del totale degli stranieri iscritti alle scuole emiliano-romagnole (erano il 63,6% nell'anno scolastico precedente). Nella scuola dell'infanzia la percentuale di bambini nati in Italia arriva all'86,5% e nella primaria al 78,2%. Riguardo le scuole superiori, i ragazzi stranieri scelgono in prevalenza gli istituti professionali (39,7%) e quelli tecnici (38%), rispetto ai licei (22,4%).

Cresce l'occupazione

Nel 2017 la regione Emilia-Romagna ha avuto per il quarto anno consecutivo un incremento dell'occupazione (dati Istat), affiancato da un marcato aumento del Pil regionale. Il tasso di occupazione degli stranieri in regione ha avuto una buona ripresa negli ultimi tre anni (dal 59% del 2015 al 63,1% del 2017). Per gli italiani il tasso è aumentato nel 2015 e 2016 (68% e 69,6%) e si è ridotto lievemente nel 2017 (69,5%). Anche i tassi di disoccupazione sono andati migliorando. In Emilia-Romagna vi è stata una diminuzione negli ultimi quattro anni. Per gli stranieri sono passati dal 17,7% del 2014 al 12,9% del 2017. Per gli italiani negli stessi anni sono passati dal 6,8% al 5,5%. “Il divario tra italiani e stranieri si è ridotto nel 2017, ma rimane comunque evidente lo svantaggio per gli stranieri di +7,4 punti percentuali”. Una quota rilevante di cittadini stranieri è occupata nel lavoro autonomo: a fine 2017 il complesso delle imprese straniere emiliano-romagnole era di 46.931, pari all'11,6% di tutte le imprese attive. Il dato è in crescita: nell'ultimo anno le imprese sono aumentate del 2,5% (+1.128).

Il tema abitativo è centrale

A fine 2017 in Emilia-Romagna gli alloggi di edilizia residenziale pubblica assegnati a cittadini stranieri erano 8.767 pari al 17,7% del totale degli alloggi gestiti da Acer. Le prime tre province per  numero di alloggi assegnati a cittadini stranieri sono Reggio Emilia con il 31,5% degli alloggi gestiti, Piacenza con il 25,4% e Modena con il 18,7%. Nel corso del 2017 sono stati assegnati a nuovi nuclei di stranieri 1.081 alloggi Erp pari al 31,1% del totale delle assegnazioni. “Avere una sistemazione abitativa stabile è sicuramente una importante premessa per un efficace inserimento del cittadino nella vita sociale e dunque una sua piena integrazione”.

Rilevante l'offerta di servizi sociali e sanitari rivolta agli stranieri

A fine 2017 i minori assistiti dai servizi sociali sono stati 56.902, di cui il 49.5% di origine straniera. “Le caratteristiche assunte dal fenomeno migratorio si riflettono sul sistema sanitario – si legge nel Report – Dal momento che ci si riferisce a una popolazione prevalentemente in età giovanile e con tassi di natalità più elevati di quelli degli italiani, non sorprende il peso considerevole che per la popolazione straniera hanno i parti, che ammontavano nel 2017 a oltre 11 mila, pari al 33,7% del totale di quelli registrati in Emilia-Romagna nello stesso anno”. Se si considera anche la cittadinanza paterna risulta che oltre un terzo dei nati ha almeno un genitore con cittadinanza straniera. I ricoveri di cittadini stranieri presentano numeri contenuti: 61.198 ricoveri, pari all'8,3% dei ricoveri complesivi del 2017. “Si tratta di un dato stabile nei quattro anni precedenti e nettamente inferiore a quello relativo agli stranieri residenti in regione”. Tra gli stranieri due terzi dei ricoveri sono a carico delle donne, mentre tra gli italiani la percentuale di ricoveri tra le donne è sovrapponibile alla proporzione della popolazione residente. “La notevole differenza tra italiani e stranieri nel peso dei ricoveri femminili sul totale è  ascrivibile alle diverse percentuali di ricovero per causa ostetrica tra i due gruppi di popolazione”.

Straniero il 50 per cento dei detenuti

A fine 2017 nei dieci istituti penitenziari della regione, i detenuti stranieri erano 1.770 su 3.488, pari al 50,7%. La consistente presenza di stranieri è fortemente influenzata da diversi fattori: la ridotta possibilità per i migranti di accedere alle misure alternative, la condizione giuridica, la maggiore incidenza delle misure cautelari in carcere. 

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