26 giugno 2019 ore: 13:00
Salute

Droghe. Libro bianco, tempi maturi per una conferenza autoconvocata

Nel documento presentato oggi a Roma l’appello delle associazioni per “una grande discussione pubblica” che coinvolga tutti gli attori del mondo delle dipendenze. “Siamo convinti che una discussione libera e intelligente non sarà realizzata da questo governo”

ROMA - Le promesse del governo in merito ad una Conferenza nazionale sulle droghe non convincono gli autori del Libro bianco sulle droghe, presentato oggi a Roma. La decima edizione del Libro bianco, il cui titolo  “La guerra dei trent’anni” è un chiaro riferimento alla war on drugs all’italiana dal dpr 309/90 ad oggi, è l’occasione per rilanciare la proposta di una Conferenza sulle droghe e sulle tossicodipendenze autoconvocata. A promuovere questa nuova edizione del Libro bianco La Società della Ragione insieme a Forum Droghe, Antigone, Cgil, Cnca e Associazione Luca Coscioni e con l'adesione di A Buon Diritto, Arci, Comunità di San Benedetto al Porto, Funzione Pubblica Cgil, Gruppo Abele, Itardd, LegaCoopSociali e Lila. 

Nell’introduzione a cura di Stefano Anastasia e Franco Corleone si parla di “scandalo della inadempienza del governo rispetto al dovere previsto dal comma 15 dell’articolo 1 del Dpr 309/90 sulla convocazione di una Conferenza nazionale ogni tre anni”. L’ultima Conferenza, infatti, risale al 2009, ma secondo gli autori si è trattato di una Conferenza “blindata e senza contraddittorio”. Quella ricordata come sede di un “reale confronto” è del 2000, a Genova. “Siamo convinti che una discussione libera e intelligente non sarà realizzata da questo governo - spiegano Corleone e Anastasia -. Per questo ci impegniamo a rilanciare una Conferenza autoconvocata e l’inizio della riflessione è affidata a questo Libro bianco”. Secondo Corleone e Anastasia, infatti, “non ci si può stupire delle proposte del ministro Fontana e del ministro dell’Interno Salvini, che propone di aumentare le pene per i fatti di lieve entità. La conseguenza sarebbe quella di affollare ancora di più le nostre carceri e di intasare i tribunali, ma questo non preoccupa chi disprezza lo stato di diritto e intende distruggere la giustizia fondata sulla Costituzione”.

Che i tempi siano maturi per un confronto allargato ne è convinto anche Riccardo De Facci, presidente del Cnca. “Riteniamo sia ormai necessaria una riflessione politica e legislativa volta alla revisione profonda dei suoi principi ispiratori, alla luce della sua palese inefficacia qualitativa, quantitativa e ideale”. Per De Facci, i temi di cui si dovrebbe occupare una Conferenza nazionale sono quelli di definire “i parametri utili per una nuova classificazione dell’offerta terapeutica delle strutture sul territorio nazionale, più adeguata alle richieste emergenti da nuovi fenomeni”; oppure il tema di “come superare modelli anacronistici di organizzazione dell’attuale sistema di presa in carico e cura, prodotto di ideologie strutturali del secolo scorso”. Sul tavolo di una futura Conferenza, però, dovrebbe esserci anche il tema della prevenzione, delle risposte integrate e del superamento di una legge di ormai trent’anni fa.

Anche Patrizio Gonnella, presidente dell'Associazione Antigone, chiede “un grande confronto culturale, sociale, scientifico, medico, giuridico, criminologico, sociologico, filosofico e politico per affrontare il tema delle sostanze stupefacenti”, si legge nel suo intervento all’interno del Libro bianco. Un confronto, aggiunge Gonnella, che coinvolga “gli operatori dei servizi delle tossicodipendenze, quelli delle comunità, gli educatori sociali e della salute ma anche gli stessi consumatori”. Per Gonnella “è arrivato il momento di una grande discussione pubblica, aperta, dove vi sia spazio per i livelli periferici e centrali, per tutti coloro che credono ancora nello stato laico (e non nello Stato etico), nella libertà individuale, nel principio di responsabilità e nella razionalità politico-economica. C’è bisogno di una grande conferenza dove si discuta di tutto questo; dove si racconti quanto sta succedendo fuori dai nostri confini, ad esempio negli Stati Uniti d’America, paese nel quale, nonostante Trump, in non pochi Stati la cannabis è stata legalizzata”.

Di conferenza “necessariamente autoconvocata” parla Rossana Dettori, segretaria Confederale Cgil nazionale, area Welfare. “È indispensabile affrontare il tema ponendo al centro della discussione il fatto che le politiche sulle droghe devono essere frutto della ricerca - scrive Dettori -, delle esperienze maturate sul campo da operatori che hanno sperimentato servizi innovativi, di prossimità, di Riduzione del Danno. Non possono essere espressione delle convinzioni del politico di turno, che cerca consenso, in un periodo di profonda crisi economica e valoriale, agitando la paura nei confronti di ogni persona e di ogni comportamento non omologato: di volta in volta, il migrante, il Rom, il senza fissa dimora, il drogato”. Una Conferenza che deve anche “affrontare il tema del rapporto fra servizio pubblico e privato sociale: come si rafforza il servizio pubblico, come si integra il privato sociale, in un’ottica di stabilità e continuità dei servizi. Occorre proseguire nella costruzione di un moderno e partecipato sistema di welfare universale ed inclusivo, in un contesto di reale sussidiarietà”. L’obiettivo “condiviso”, sottolinea Stefano Vecchio, presidente di Forum Droghe, è quindi quello di “organizzare a fine anno un evento per creare uno spazio nazionale autonomo di confronto critico, non solo sostitutivo della Conferenza governativa”. (ga)

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