15 luglio 2019 ore: 17:00
Società

Palermo, si è concluso il Sole Luna doc Film Festival. I documentari premiati

Si è concluso a Palermo il Sole Luna doc Film Festival, giunto alla XIV edizione: 68 le proiezioni, di cui 20 anteprime 24 film in concorso.
Sole Luna doc film festival, la giuria
PALERMO - Si è chiusa la scorsa notte la XIV edizione del Sole Luna doc Film Festival, la rassegna internazionale di cinema documentario organizzata a Palermo dall’associazione Sole Luna che, per sette giorni, ha trasformato il Complesso di Santa Maria dello Spasimo in un’isola del Cinema del reale con 68 proiezioni di cui 20 anteprime e 24 film in concorso. “Il Sole Luna doc Film festival - dice la presidente Lucia Gotti Venturato – ha dimostrato di sapere crescere esponenzialmente di anno in anno grazie ad uno staff professionale e appassionato e grazie ai legami con il mondo culturale internazionale.

A Palermo, cittadini e forestieri hanno condiviso il progetto stimolandoci a nuove sfide per il futuro”. Soddisfatti i direttori artistici Chiara Andrich e Andrea Mura che nella serata finale insieme ad altri Festival internazionali hanno presentato ufficialmente il progetto Film for our future network, una rete che  mira a creare un impatto coinvolgendo attivamente i giovani registi per mostrare la loro capacità di informare e ispirare persone di ogni ceto sociale sulle sfide globali dell’Agenda Onu 2030. “E’ un momento felice per il cinema documentario che permette di raccontare storie della nostra contemporaneità allargando la consapevolezza su ciò che accade nel mondo e richiamando un pubblico sempre più numeroso”, dicono. Presentata la giuria speciale degli studenti formata da giovani dei Licei scientifici Albert Einstein, Benedetto Croce e dell’Istituto magistrale Camillo Finocchiaro Aprile e della giuria “Nuovi italiani” formata da giovani stranieri che hanno scelto di studiare all’Università di Palermo: Bienvenu Kammeugne Kamdem del Camerun, Giulia Di Fresco di Nabeul (Tunisia), Carem Ahmed di Bengasi (Libia), Majid Abuissa di Tripoli (Libia) e Taina Naiara Carvalho Braga di Salvador (Brasile). “Siamo molto soddisfatti – aggiunge Gabriella D’Agostino, direttore scientifico del festival - anche perché abbiamo incontrato davvero tanti giovani, sia tra il pubblico, sia in riferimento ai tanti ragazzi e ragazze direttamente coinvolti nel festival. Innanzitutto le nostre due giurie speciali, quella degli studenti liceali e quella dei "Nuovi Italiani". Giovani dell'Università di Palermo hanno inoltre collaborato nella sottotitolatura dei documentari, anche per i non udenti, e nella audio-descrizione per i non vedenti”.

Il premio della giuria internazionale come miglior film documentario in concorso offerto dalla Fondazione Sicilia, è andato ad “Island of the hungry ghosts”. Un film ambientato nell’isola australiana di Christmas, in mezzo all’oceano Indiano, che racconta la migrazione parallela di una specie protetta di granchi assistiti da un gruppo di ambientalisti durante il loro cammino e dei tanti rifugiati politici che qui vengono relegati in una struttura di alta sicurezza senza nessuna possibilità di integrazione reale. Il tema dell’accoglienza a cui tutto l’Occidente è chiamato e “l’alto livello artistico di tutti gli elementi cinematografici” del racconto della regista Gabrielle Brady, hanno conquistato la giuria composta da dal regista romano Giorgio Treves, dalla documentarista sudafricana Aliki Saragas (vincitrice della scorsa edizione del Festival), dall’attore palestinese Mohamad Bakri, dalla regista Costanza Quatriglio (dal 2019 direttore artistico e coordinatore didattico del CSC di Palermo), e dalla scrittrice e critica Tiziana Lo Porto. “Un film – si legge nella motivazione - che evidenzia attraverso la crisi di un’assistente sociale, l’ipocrisia di una società che ecologicamente protegge con grande impegno la stagionale migrazione di milioni di granchi e contemporaneamente segrega esseri umani disperati e privi di permesso di soggiorno”. Il film si aggiudica anche il premio del pubblico. Il premio al miglior cortometraggio della sezione Short docs,offerto dal Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino, è stato assegnato a Born in Gambia di Natxo Leuza Fernandez. Un film che racconta della difficoltà di crescere in Gambia dove credenze, malattie e superstizioni condizionano l’esistenza di bambini e donne. Questa la motivazione: “In modo semplice racconta in profondità il luogo e la gente.  Cinematograficamente e artisticamente è molto ben realizzato, mettendo insieme voci e suoni con immagini e musica”. 

Il film si è aggiudicato altri due premi, quello della Giuria Nuovi Italiani come “miglior corto”perché “fa riflettere sulla responsabilità sociale, sulla violazione dei diritti umani che questi bambini subiscono ogni giorno, e sulle difficoltà che essi affrontano per sopravvivere e conquistare la loro dignità”, e il premio Sole Luna-un ponte tra le culture “… per il messaggio profondo che il piccolo Hassan ci trasmette con la sua storia: una storia di sofferenza in un paese dove credenze tradizionali condizionano l’esistenza. Hassan rappresenta la voce di un futuro diverso possibile”. Il premio Soundrivemotion al miglior sound design e colonna sonora ideato da Giovanni Schievano (autore anche della musica del trailer della 14 edizione del festival) è andato invece a Dark waters di Stéphanie Regnier. La motivazione:“Le voci della natura dialogano con le immagini restituendo un’idea di cinema capace di varcare la soglia del visibile ed esplorare, così, il mistero del mondo”. Il premio della giuria degli Studenti liceali è andato a Stronger than a bullet di Maryam Ebrahimicome miglior documentario della sezione “Diritti umani” “per aver mostrato che è possibile affrontare il passato scomodo di un singolo e di un popolo intero utilizzando uno sguardo critico, lucido, mai auto indulgente, mettendo a nudo l’atroce incubo della guerra e la sua pesante eredità sulle vite presenti….”. Come miglior documentario sezione “Il viaggio” ha scelto invece Beloved di Yasser Talebi. “Attraverso la superba fotografia – si legge nella motivazione - l’opera riesce a immortalare i differenti paesaggi e le diverse tonalità di luce che esaltano la bellezza del nostro pianeta e sa cogliere la profonda umanità che emerge dal volto della protagonista”.
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