Società

Myanmar, appello a Sanremo: accenda i riflettori su dramma della popolazione

L'associazione Italia-Birmania Onlus: "Non lasciatela sola a combattere pacificamente per la democrazia, la pace e i diritti fondamentali" 

ROMA - "Chiediamo al Festival di accendere i riflettori sul dramma che la popolazione birmana sta vivendo. Non lasciatela sola a combattere pacificamente per la democrazia, la pace e i diritti fondamentali di tutta la popolazione del Paese". E' questo l'appello lanciato dall'associazione Italia-Birmania Onlus alla 71esima edizione del festival della canzone italiana in corso a Sanremo, in Liguria.

In una nota, l'associazione, che dal 2013 sostiene con organizzazioni della società civile e sindacali birmane con l'obiettivo di promuovere la democrazia e la cultura dei diritti dei lavoratori, evidenzia che il Myanmar è "purtroppo" tornato in questi giorni all'attenzione del mondo a causa del colpo di stato militare che lo scorso 1 febbraio ha rovesciato il governo eletto a guida National League of Democracy (Nld). In queste settimane, sostiene la onlus nel comunciato, "sono finiti nelle prigioni birmane oltre 1.500 manifestanti, giornalisti, lavoratrici e lavoratori, sindacalisti, monaci" mentre l'esercito "ha ripristinato le vecchie leggi della dittatura precedente, ha iniziato a rastrellare le abitazioni, le fabbriche, i luoghi di lavoro e i dormitori dove vivono le lavoratrici per arrestare chi sta organizzando l'opposizione pacifica".

L'appello dell'associazione si articola in tre richieste fondamentali anche sulla scorta, si legge nella nota, di quanto affermato di recente da una risoluzione della Commissione esteri della Camera, che sottolinea che "è responsabilità morale e politica della comunità internazionale e di ogni coscienza democratica non lasciare solo il Myanmar nella sua lotta per la democrazia e la libertà".

Italia-Birmania onlus chiede quindi che "i governi non riconoscano la giunta militare; l'adozione immediata di sanzioni mirate a colpire le enormi risorse e interessi finanziari ed economici degli artefici di queste gravissime violazioni dei diritti umani; un embargo internazionale generale all'importazione di armi in Myanmar e che qualsiasi dialogo negoziale inizi solo dopo la liberazione di tutta la leadership politica e degli oppositori".

"Abbiamo bisogno del vostro aiuto, della vostra attenzione, del vostro contributo" conclude poi l'appello. (DIRE)

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