Società

IL LINGUAGGIO DELLE COSE CONCRETE L'educare esperienziale con adolescenti in difficoltà

Autore: di Franco Santamaria, Katia Bolelli
Anno: 2021
Editore: Animazione Sociale - Gruppo Abele periodici
Pagine: 224
Il linguaggio delle cose concrete
Chi opera guidato da intenzionalità educativa con preadolescenti e adolescenti in una scuola, in un centro pomeridiano, in una comunità di accoglienza, in un oratorio e agisce con specifica attenzione nei confronti di quanti vivono situazioni di difficoltà sul piano scolastico, familiare, sociale, è consapevole di dover perseguire obiettivi di particolare complessità: contribuire a modificare, almeno in parte, il loro vissuto problematico, aiutandoli a riacquistare fiducia e stima di sé attraverso esperienze possibilmente attraenti e significative, concrete e intrise di pensiero, coerenti con il loro grado di maturazione.
Un lavoro ambizioso ma non presuntuoso: accompagnare i ragazzi e facilitare un mutamento nei loro costrutti mentali attraverso cui essi approcciano il mondo fuori di sé, dare significato alla scuola, ai rapporti con gli altri, alla motivazione allo studio, costruire un punto di vista capace di restituire quella fiducia, quella serenità che manca a tanti e ne impoverisce le capacità e le potenzialità apprenditive.
Tale cambiamento a livello mentale è la condizione irrinunciabile per promuovere modifiche stabili a livello di atteggiamenti e comportamenti: gli agiti sono sempre infatti degli indicatori (sintomi) e se intervenissimo solo a questo livello l’azione sarebbe monca. È necessario lavorare a monte, là dove si formano le convinzioni del ragazzo, dove avvengono  le elaborazioni mentali e soggettive che portano a mettere in atto determinati comportamenti. Il linguaggio delle cose concrete e l’ampliamento del campo delle esperienze rappresentano strategie irrinunciabili per perseguire tali finalità.

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