3 luglio 2020 ore: 10:46
Non profit

“Rivestiti”, la fiera italiana del commercio equo e solidale sbarca sul web

di Alice Facchini
Cinquanta espositori online, 11 incontri, 30 relatori: dopo otto edizioni, il festival di Terra Equa arriva in versione digitale, per parlare di sostenibilità, ecologia, inclusione e diritti. Tra gli ospiti anche la giornalista scientifica Roberta Villa, l’antropologo e scrittore indiano Amitav Gosh e il documentarista Duilio Giammaria

BOLOGNA – Cinquanta espositori online, 11 incontri, 30 relatori e tanta voglia di partecipare, perché “cambiare è possibile”. Rivestiti”, la fiera italiana del commercio equo e solidale dedicata alla moda, quest’anno arriva in versione digitale: dopo otto edizioni, per la prima volta l'evento non potrà svolgersi a palazzo Re Enzo, a Bologna, a causa delle disposizioni anti-Covid 19, e così l’iniziativa si presenta in una nuova “veste”. 

Oggi e domani, venerdì e sabato 3 e 4 luglio, il programma prevede una serie di incontri ed esposizioni gratuite e accessibili a tutti da computer e da cellulare, per parlare di sostenibilità, ecologia, inclusione e diritti. Tra gli ospiti anche il medico e giornalista scientifica Roberta Villa, l’antropologo e scrittore indiano Amitav Gosh, e il conduttore televisivo e documentarista Duilio Giammaria

“Anche quest’anno noi vogliamo esserci – commentano gli organizzatori –. Esserci significa resistere e continuare a lottare per un mondo più equo, più sostenibile, più bello e più inclusivo”. 

Il programma della fiera, realizzata da Terra Equa (il coordinamento delle 12 organizzazioni di commercio equo e solidale dell’Emilia-Romagna) comincia oggi pomeriggio, 3 luglio, con un incontro sulle attività del commercio equo e solidale con le donne dello Sri Lanka, per contribuire alla loro emancipazione sociale ed economica. A seguire, tra gli altri eventi, un panel sull’impatto dell’emergenza Covid e del cambiamento climatico sul mercato sul fairtrade e l’intervista di Duilio Gianmaria a Amitav Gosh. 

Sabato 4 luglio si prosegue con un dibattito sulla moda etica e sull’impatto della crisi sanitaria sui piccoli produttori del tessile, specialmente nei paesi del sud del mondo, per poi continuare parlando della provenienza dei vestiti che compriamo e di alcune cooperative di donne che lavorano come sarte negli slum di Mumbai, in India. A chiudere, un incontro su come prevenire le pandemie future, smettendo di distruggere la biodiversità del pianeta. Oltre agli eventi, cinquanta espositori saranno presenti contemporaneamente nelle loro “botteghe virtuali” per interagire dal vivo con i partecipanti.

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