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30 maggio 2020 ore: 10:29
Società

Le Finestre di Psicoradio, pillole sulla salute mentale in tempo di coronavirus

Nella quarta puntata ascoltiamo un radiogiornale pieno di fake news, che la redazione di Psicoradio si è divertita a creare per noi. In tempo di "infodemia" sul coronavirus, possiamo attenderci di tutto...

BOLOGNA - Malattia mentale, pregiudizi, paure, lockdown. Anche in questo periodo di emergenza non si ferma la Psicoradio, radio di Bologna fatta da pazienti psichiatrici, che hanno rimodulato il loro lavoro per renderlo compatibile con la distanza imposta. Il risultato sono le “Finestre di Psicoradio”, brevi pillole audio di 5 minuti che declinano il tema della salute mentale, in particolare in tempo di coronavirus: le finestre sono quelle di casa, dalle quali ci affacciamo in questi mesi di clausura, ma anche le finestrelle nelle quali ognuno di noi è inquadrato durante le videochiamate di gruppo. Dei podcast in pillole che raccontano cosa succede quando una persona con un disagio psichico si trova chiusa in casa, tra aneddoti, paure e speranze. “L'idea è quella di diffondere piccole pillole di comunicazione e cultura sulla salute mentale – commenta la direttrice Cristina Lasagni –, realizzate da persone ‘esperte per esperienza’, che sul tema del disagio psichico riflettono ormai da anni, sempre con un occhio giornalistico”.

Che confusione, troppe notizie. È l’infodemia, bellezza!


Nella nuova puntata, la quarta, si parla di "infodemia". Le notizie sul coronavirus, spesso in contrasto tra loro, riempiono i mezzi di informazione, i social e anche le nostre teste. L'Organizzazione Mondiale della Sanità descrive come "infodemia" l'inondazione di informazioni che non si ha il tempo né la possibilità di verificare: questo alza il livello di ansia e il senso di insicurezza generale. Serve cautela, o si rischia di creare un radiogiornale pieno di fake news, proprio come quello che la Psicoradio si è divertita a creare per voi.

 


Le Finestre di Psicoradio - Tutte le puntate

 

#restoacasa, ma posso almeno uscire di testa?

16 maggio 2020 di Psicoradio

Nella prima puntata dal titolo “#restoacasa, ma posso almeno uscire di testa?”, i redattori raccontano cosa succede quando una persona con un disagio psichico si trova chiusa in casa, tra aneddoti, paure e speranze.


Dall’inferno all’Everest

16 maggio 2020 di Psicoradio

Nella seconda puntata ascoltiamo il diario di bordo di Giovanni che, a suon di musica, racconta come si possa "resistere, esistere e riesistere" durante la quarantena. Una traversata fatta di alti e bassi, difficoltà e piccole gioie, perché il lockdown per un paziente psichiatrico può assumere le sembianze di un brutto incubo.


Gipi, vite disegnate male

23 maggio 2020 di Psicoradio

Nella terza puntata, il fumettista Gipi parla del suo primo approccio con la psichiatria. Una chiacchierata davanti a una birra, un incontro, nel quale l’artista racconta il momento nel quale ha capito la differenza tra un "artistoide spostato" e una persona che soffre per un disagio psichico, senza avere la fortuna di poter elaborare il proprio dolore attraverso l’arte.



Che confusione, troppe notizie. È l’infodemia, bellezza!

30 maggio 2020 di Psicoradio

Nella quarta puntata si parla delle notizie sul coronavirus, spesso in contrasto tra loro, che riempiono i mezzi di informazione, i social e anche le nostre teste. L'Oms parla di "infodemia", un'inondazione di informazioni che non si ha il tempo né la possibilità di verificare. Questo alza il livello di ansia e il senso di insicurezza generale. Serve cautela, o si rischia di creare un radiogiornale pieno di fake news, proprio come quello che la Psicoradio si è divertita a creare per voi.





Psicoradio, la radio della mente

È nata nel 2006 in collaborazione con Arte e Salute onlus e il Dipartimento di salute mentale dell’Azienda Usl di Bologna. Per continuare a realizzare i programmi anche durante il blocco delle attività dovuto alla pandemia di coronavirus, oggi i redattori registrano gli audio con il proprio smartphone e li montano attraverso programmi installati sui loro computer. La redazione si “riunisce” a distanza con videochiamate attraverso la piattaforma Zoom: l’appuntamento è tre volte alla settimana, per discutere dei prossimi temi e della strutturazione dei programmi, ma anche semplicemente per chiacchierare e confrontarsi.

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