26 marzo 2020 ore: 10:00
Disabilità

Rinvio Paralimpiadi, Emanuele Lambertini: “Più tempo per allenamenti e studio”

Lo schermitore paralimpico bolognese non ha perso l’ottimismo alla notizia del rinvio al 2021 dei Giochi di Tokyo: “Ma all’inizio ero un po’ scombussolato, avevo programmato la mia vita per questo evento. Appena si torna alla normalità vado a salutare gli amici sparsi per l’Italia”

BOLOGNA – Il bicchiere, come sempre, è mezzo pieno: “Avrò più tempo per prepararmi e potrò recuperare gli esami che ho lasciato indietro in questi 2 anni per allenarmi e gareggiare per ottenere il pass per le Paralimpiadi”. Alla notizia del rinvio al 2021 causa coronavirus delle prossime Paralimpiadi di Tokyo, non ha perso l’ottimismo lo schermitore paralimpico 21enne Emanuele Lambertini. Tesserato per la Zinella Scherma di San Lazzaro di Savena (Bologna) e in forza per le Fiamme oro, iscritto al secondo anno di Ingegneria dell’automazione, quattro anni fa ai Giochi di Rio de Janeiro Lambertini era l’atleta più giovane in assoluto. La decisione del Comitato olimpico internazionale l’ha lasciato inizialmente “un po’ scombussolato: avevo organizzato tutti i miei piani universitari e di vita in funzione di questa estate”. Per l’anagrafe è nato nel 1999, in realtà lui racconta di essere nato due volte: la seconda quando a 8 anni gli viene amputata la gamba destra sopra al ginocchio a causa di una rarissima malformazione. Due anni dopo, la scoperta della scherma e, ben presto, le prime gare: nel suo palmares, tra gli altri, una decina di campionati italiani nel fioretto e nella spada, un oro a squadre al Mondiale del 2017 e il titolo di Campione del mondo under 23 nel 2018.

“Da ieri mi sono messo a studiare a raffica – racconta dalla sua casa di San Giovanni in Persiceto – e poi continuo ad allenarmi e sto suonando il piano”. Prima del lockdown, Lambertini era riuscito a ricostruirsi in casa un angolo di palestra: “Ho di tutto, panca per gli addominali, sbarra per le trazioni, pure la pedana per tirare di scherma in carrozzina con un manichino che fa da bersaglio”. La musica è la sua altra passione: “Suono da 8 anni e mi piacciono diversi generi, dalla classica a Ludovico Einaudi, il pop e pure le musiche caraibiche quando bisogna ravvivare l’atmosfera”. Più difficile la convivenza in famiglia: “È devastante passare tanto tempo con le mie 3 sorelle – dice scherzando – Chi vuole la tv, chi vuole stare in pace, chi il computer per seguire le lezioni”. Con gli amici e i compagni della Nazionale di scherma il contatto è, ovviamente, telematico: “Facciamo delle gran videochiamate, magari non tutti i giorni, ma quando capitano durano anche un’ora”. Il contatto fisico però manca: “Spero che finisca il prima possibile, così torniamo alle nostre vite. Appena si potrà uscire prendo l’auto e vado ad abbracciare tutti gli amici sparsi per l’Italia”.

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