/ Non profit
7 luglio 2017 ore: 17:41
Non profit

Gaza, Ong: a 3 anni da conflitto si vive ancora tra le macerie

A tre anni dalla campagna militare israeliana, 'Protective Edge', nella Striscia di Gaza che costo' la vita a 1.492 palestinesi, 67 soldati israeliani e 6 civili, "due milioni di palestinesi sono sotto assedio a Gaza; l'80 per cento dei quali...
Oxfam Gaza: quartire distrutto

Gaza, quartiere distrutto. Foto: Oxfam

Roma - A tre anni dalla campagna militare israeliana, 'Protective Edge', nella Striscia di Gaza che costo' la vita a 1.492 palestinesi, 67 soldati israeliani e 6 civili, "due milioni di palestinesi sono sotto assedio a Gaza; l'80 per cento dei quali dipende da aiuti umanitari; 8.135 su 11.000 case sono ancora completamente distrutte; mancano finanziamenti per circa 3.800 case distrutte e per altre 57mila danneggiate; manca il 46 per cento del cemento necessario per i casi di ricostruzione. Sono ancora migliaia gli sfollati che attendono il ritorno alle loro case".

I dati sono contenuti in una nota diffusa dal Norwegian Refugee Council (Nrc) in cui viene presa in esame la situazione nella Striscia a tre anni dal conflitto. "I gazawi continuano a vivere tra le macerie- si legge nel testo- delle 11 case totalmente distrutte solo poco piu' di un terzo sono state ricostruite e molte famiglie vivono ancora nelle tende".

Secondo Nrc le case danneggiate nelle sette settimane di guerra sono state 160mila e ad oggi le famiglie sfollate sono 6.300. La denuncia del Norwegian Refugee Council riguarda anche "il decennale blocco israeliano che ha aumentato i bisogni e le necessita' all'interno della Striscia. La ricostruzione e' stata ostacolata dalle restrizioni di Israele sui materiali edili e dalla mancanza di fondi. Dopo tre anni ci sono ancora 35mila gazawi sfollati, e la societa' di Gaza e' sull'orlo del collasso anche a causa dei tagli di corrente e mancanza di carburante per generatori per gli ospedali, per gli impianti di trattamento delle acque, per le pompe di fognatura e per altri servizi chiave".

Dei finanziamenti promessi solo il 30 per cento e' stato elargito. Per Nrc servono 380 milioni di dollari. Da qui l'appello alla comunita' internazionale per offrire il sostegno necessario specialmente per continuare a fornire servizi essenziali nei settori dell'accoglienza, della sanita', dell'acqua e dell'igiene. (www.agensir.it)
(DIRE)

© Copyright Redattore Sociale