30 agosto 2019 ore: 12:15
Disabilità

Mostra di Venezia, i "passi" dei giovani disabili al lavoro come operatori turistici

Domani la proiezione del cortometraggio “I passi per la vita”, realizzato nelle spiagge venete sull'esperienza di inserimento occupazione e integrazione sociale. Il produttore: "Esperienza umana molto profonda"
Ciak de I passi per la vita

Ciak de "I passi per la vita"

ROMA - Arriva alla 76° Mostra del cinema di Venezia “I passi per la vita”, il cortometraggio realizzato nelle spiagge venete sull’esperienza di inserimento occupazione e integrazione sociale che ha coinvolto quest’anno per la prima volta 50 giovani disabili in veste di operatori turistici. Domani 31 agosto, alle ore 12, nello spazio della Regione Veneto all’Hotel Excelsior, la presentazione del documentario, prodotto da Marco Gandini, che fa sintesi del progetto innovativo arrivato alla terza stagione balneare. Alla prima proiezione del corto ci saranno proprio loro, i 45 borsisti che hanno lavorato in 17 strutture della costa veneta, rendendosi protagonisti di una nuova e riuscita esperienza di integrazione, accoglienza e valorizzazione delle proprie capacità. Ad affiancarli gli assessori regionali Manuela Lanzarin (Sanità e sociale), Federico Caner (Turismo) e Cristiano Corazzari (Cultura), i vertici delle tre aziende sanitarie del litorale con i direttori generali Carlo Bramezza (Ulss 4 Veneto Orientale, capofila del progetto) e Antonio Compostella (Ulss 5 Polesana), il direttore dei servizi Sociosanitari Gianfranco Pozzobon (Ulss 3 Serenissima). 

“L’iniziativa ‘Turismo sociale e inclusivo’ messo a punto dalle tre Ulss del litorale adriatico e finanziato dalla regione Veneto (390 mila euro il budget 2019) prevede che in ognuno dei nove comuni del  litorale veneto, da Bibione a Rosolina, ci siano spiagge accessibili, attività e servizi attrezzati per le persone con disabilità.  – sottolinea in una nota la Regione - Da quest’anno, inoltre, le spiagge del Veneto sono diventate ancora più inclusive perché hanno offerto ad una cinquantina di  stagisti disabili la possibilità di vivere una vacanza-lavoro, sperimentando  due mesi di inserimento occupazionale retribuito negli stabilimenti balneari, nei villaggi-vacanze o nei megastores del litorale veneto".

“Il corto di Gandini racconta ‘i passi per la vita’ di questi ragazzi, che si sono scoperti capaci di autonomia e consapevoli delle proprie abilità grazie ad una vacanza speciale, di lavoro e di amicizia – commenta l’assessore alla Sanità e al sociale del Veneto, Lanzarin – Presentare questa pellicola alla Mostra del cinema di Venezia è un grandissimo risultato, perché dà visibilità e pubblico apprezzamento ad una iniziativa sperimentale che fa delle nostre spiagge un modello innovativo di inclusione sociale. Grazie al supporto degli operatori dei Servizi per l’inserimento lavorativo delle nove Ulss del territorio veneto e all'organizzazione curata dai servizi sociali delle tre Ulss del litorale, per la prima volta ragazzi che non si erano mai allontanati dal propri contesto familiare hanno vissuto una esperienza di via autonoma e di inserimento occupazionale in un contesto di socialità e di accoglienza”.

“Il linguaggio coinvolgente del cinema – aggiunge l’assessore Caner -  ci aiuta a promuovere il litorale veneto come proposta di vacanza per tutti.  Le realtà imprenditoriali del turismo balneare, oltre a creare nuove opportunità di lavoro anche per persone fragili o diversamente abili, con questo progetto hanno potuto ampliare la già di per sé vasta offerta di servizi e proposte delle spiagge venete." Per l'assessore alla Cultura, Cristiano Corazzari "il cinema è anche strumento di sensibilizzazione e di promozione sociale”. “L’attenzione che lo spazio della Regione Veneto ha riservato quest’anno ai cortometraggi e ai film che raccontano esperienze di vita solidale dà il segno delle potenzialità culturali ed espressive del mondo della solidarietà”

 

"'I passi per la vita’ – racconta il produttore - documenta un’esperienza vissuta nell’esercizio del lavoro, un cammino verso un nuovo futuro. Il lavoro è la base della società civile e un fondamento della dignità umana. Nei giorni di ripresa siamo stati a stretto contatto con i ragazzi di questo magnifico progetto inclusivo e abbiamo avuto la possibilità di conoscere i loro cuori e i loro pensieri, loro stessi ci hanno permesso di entrare nel varco di una privatissima e fragile sensibilità. È stata per noi un’esperienza umana molto profonda che si è realizzata grazie a un’aura amorosa instauratasi fra noi, e che ha creato una fiducia indispensabile e preziosa dell’uno per l’altro”.

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