14 gennaio 2019 ore: 14:09
Giustizia

Cinevasioni, a ottobre la terza edizione del festival del cinema in carcere

La giuria sarà composta dai detenuti partecipanti al corso di cinema nella casa circondariale Rocco D'Amato di Bologna. È in allestimento anche una videoteca che sarà gestita dai reclusi dell’area penale maschile. Pronti a partire i lavori di ristrutturazione che trasformeranno la sala polivalente in sala cinematografica

BOLOGNA – È in calendario il prossimo ottobre la terza edizione di Cinevasioni, il primo festival del cinema organizzato e proiettato all’interno di un carcere, la Casa circondariale Rocco D’Amato di Bologna. “Un festival in carcere, non sul carcere”, tornano a sottolineare, in occasione della conferenza stampa di presentazione, Angelita Fiore e Filippo Vendemmiati, ideatori e curatori del progetto. Obiettivo, portare il linguaggio e la cultura cinematografica all’interno della realtà carceraria e aprire il carcere ad autori e studiosi del cinema.

Come sempre il festival – realizzato con il contributo della Fondazione del Monte, il sostegno di Rai Cinema e di Lega Coop e, da quest’anno, il patrocinio del Comune di Bologna – si articolerà su di un’unica sezione: sarà premiato il miglior film e la cerimonia avverrà l’ultimo giorno del festival. Possono partecipare lungometraggi (durata superiore ai 50 minuti) nazionali e internazionali sia di finzione sia documentari la cui prima proiezione pubblica sia avvenuta negli ultimi due anni (2018/19). Requisito obbligatorio per l’ammissione, la presenza di un rappresentante dell’opera alla presentazione del film durante la proiezione. Tra gli ospiti delle scorse edizioni, Claudia Cardinale, Matteo Garrone, Daniele Lucchetti, Gabriele Mainetti, Carlo Delle Piane.

Anche quest’anno la giuria sarà composta dai partecipanti al laboratorio di cinema, arrivato al terzo anno (partite lo scorso novembre, le lezioni termineranno a maggio). Il corso – sempre realizzato con il sostegno della Fondazione del Monte – ha cadenza settimanale: la classe è composta da una ventina di persone di diversa nazionalità, persone recluse sia nel reparto penale (con pene definitive), sia nel reparto giudiziario (in attesa di giudizio). A ogni lezione sono presenti un insegnante – tra gli insegnanti di quest’anno, il direttore della fotografia Andrea Dalpian, il regista Davide Labanti, l’attore Ivano Marescotti – e un socio dell’associazione Cinevasioni per garantire continuità didattica. Lo scorso ottobre, infatti, è nata l’associazione Cinevasioni con lo scopo di promuovere il linguaggio cinematografico all’interno delle case circondariali attraverso corsi di formazione e laboratori per detenuti, proiezioni e rassegne, produzioni cinematografiche. “Vogliamo creare una vera e propria rete di scambio e di partecipazione tra detenuti e cittadinanza libera, collaborando anche con scuole e università”, spiegano Fiore e Vendemmiati. L’associazione vuole anche coinvolgere nelle proprie attività detenuti in regime di semilibertà, con lo scopo di favorire il reinserimento lavorativo delle persone in uscita da situazioni detentive. “Agli ex detenuti sarà offerta la possibilità di associarsi e di partecipare attivamente alla realizzazione di Cinevasioni – continuano –. Ne è un esempio concreto l’esperienza di un ex corsista che, grazie alla sua formazione cinematografica, ha fatto uno stage presso una casa di produzione bolognese”.

All’interno del carcere è anche in allestimento una videoteca che, grazie a Rai Cinema, contiene già circa 700 dvd. Ai detenuti dell’area penale maschile che hanno già concluso il biennio di laboratorio cinematografico sarà proposto un corso di catalogazione per organizzare e gestire la videoteca. “È prevista una sala di proiezione e consultazione video e saranno gli stessi detenuti a programmare il cartellone e a introdurre agli altri detenuti i film in visione. Sarà un rapporto peer to peer: detenuti già formati introdurranno alla visione i neofiti. L’obiettivo è mettere la videoteca Cinevasioni in rete con il polo bibliotecario di Bologna per il noleggio e di aprirla alle donazioni di film da parte di enti pubblici e privati”, spiega Fiore.

Nei primi mesi di quest’anno, poi, inizieranno i lavori di ristrutturazione della sala polivalente. Grazie al finanziamento del Gruppo Hera lo spazio sarà trasformato in una vera e propria sala cinematografica, che comunque resterà a disposizione per tutti gli altri eventi organizzati all’interno del carcere, dal teatro alla musica. Il progetto prevede uno schermo fisso di grandi dimensioni, un impianto di proiezione e un impianto acustico professionale, la collocazione di pannelli e di tende fonoassorbenti. I lavori saranno realizzati dai detenuti della scuola edile del carcere. La capienza sarà di circa 200 posti, l’inaugurazione è prevista per primavera 2019. “Il nuovo cinema sarà a tutti gli effetti una nuova sala cinematografica di Bologna. Secondo la formula già sperimentata nelle due edizioni del festival, le proiezioni saranno aperte al pubblico esterno con particolare attenzione alle scuole superiori e all’Università. Compatibilmente con le esigenze della struttura, l’obiettivo è quello di avviare una programmazione regolare, proiettando anche film di prima visione, in uscita nelle sale, e organizzando anteprime e incontri con registi a autori. Per questo invitiamo produttori e distributori cinematografici a partecipare insieme con noi a questa rivoluzione culturale e cinematografica”. (Ambra Notari) 

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