28 luglio 2015 ore: 14:09
Non profit

Gaza, le ong scrivono al premier Matteo Renzi

Sette richieste affinché siano garantiti in pieno i diritti umani della popolazione della Striscia, a un anno da uno tra i più sanguinosi bombardamenti. Se Israele e Palestina sono una priorità, allora le ong chiedono che sia garantita loro la possibilità di fare da ponte tra le realtà in guerra

MILANO - Le ong scrivono al primo ministro Matteo Renzi, reduce da un viaggio in Israele e Palestina. "Chiediamo che il nostro Governo esprima posizioni chiare e coerenti a favore del rispetto dei diritti umani e della legalità internazionale e che dopo la sua visita l’Italia se ne faccia portavoce con ancora più forza presso tutte le sedi rilevanti", scrivono. La lettera aperta è firmata da Terre des Hommes Italia, Oxfam Italia, ARCS, COSPE, CRIC, Nexus, Educaid, GVC, Overseas, Vento di Terra, Peacegames, VIS, CISS.

Le altre richieste delle ong al Governo sono sette. La prima è che l'Italia "esiga il rispetto da parte di Israele del diritto internazionale e del diritto umanitario nel Territorio Palestinese Occupato, a partire dalla fine del blocco su Gaza", che dura dalla vittoria di Hamas alle elezioni del 2006. Le 13 organizzazioni chiedono poi che il nostro Paese "svolga un ruolo attivo affinché i donatori mantengano le promesse di aiuto a favore dei palestinesi di Gaza e chiedano ad Israele di garantire un accesso senza restrizioni per i materiali necessari alla ricostruzione". Terza richiesta, "pressioni affinché Israele ponga fine alle demolizioni e agli sgomberi in Area C e a Gerusalemme Est, annullando tutti gli ordini di demolizione esistenti e garantendo il diritto dei palestinesi a vivere e risiedere a Gerusalemme". La quarta richiesta prevede "un reporting trasparente" riguardo "distruzioni, demolizioni o confische di infrastrutture e aiuti umanitari" provocate dalle bombe israeliane su Gaza, a cui si aggiunge una richiesta di risarcimento danni per i progetti di cooperazione. Con la quinta richiesta le ong esigono "il congelamento degli insediamenti e l’annullamento della pianificazione di nuove unità abitative negli insediamenti". Con la sesta le ong chiedono che l'Italia sia protagonista in Europa per rendere esecutive "le disposizioni dell'Accordo di Associazione UE-Israele e le Linee Guida dell’Unione Europea sull'attuazione del Diritto Internazionale Umanitario, e condizioni la collaborazione con Israele alla piena osservanza dello stesso e dei diritti umani". Nell'ultima si chiede che l'Italia sia promotrice delle Linee guida anche in Europa, rispettandone i contenuti "a partire dall’etichettatura dei prodotti provenienti dalle colonie israeliane".

Se la visita di Renzi, anticipata qualche settimana prima dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, è la conferma dell'importanza strategica che l'area ha per l'Italia, l'augurio delle ong è che la cooperazione sia "attivato ponte per instaurare condizioni di vita accettabili per la popolazione civile". La lettera arriva ad un anno di distanza dal 28 luglio 2014, quando, a 20 giorni dall'inizio dell'operazione militare Bordo protettivo, Israele ha provocato, secondo le stime giornalistiche che circolavano in quei giorni, almeno 100 morti tra la popolazione di Gaza. (lb)

© Copyright Redattore Sociale