4 marzo 2021 ore: 12:00
Disabilità

Malattia, adolescenza e la musica... oltre le nuvole

Il film musicale “Clouds”, su Disney+, si ispira alla storia vera di Zach Sobiech: un ragazzo che scopre di avere un tumore maligno alle ossa contro cui inizia a lottare. "Io volerò un po’ più in alto, andremo su tra le nuvole, perché la vista è migliore quassù"
Clouds Disneyplus film

ROMA - C’è la malattia: un tumore alle ossa, che cammina per tutto il corpo fino a «buttarlo giù». E c’è l’adolescenza, che scalpita e non si fa piegare, con l’amicizia che mette i brividi, il primo amore che toglie il fiato e che, come una corda, impedisce di «andare giù». Poi c’è Zack, che fino all’ultimo lotta per «stare su, sempre più su, tra le nuvole». Il film musicale “Clouds”, recentemente uscito su Disney+, si ispira alla storia vera di Zach Sobiech, già raccontata nel 2014 in un libro biografico e autobiografico dalla madre, Laura Sobiech. Diretto e prodotto da Justin Baldoni, il film sta riscuotendo un grande successo, commuovendo soprattutto i più giovani, che già la regista aveva conquistato con “A un metro da te” raccontando l’amore tra due ragazzi con la fibrosi cistica. E in effetti, non manca nulla di ciò che serve per colpire al cuore il pubblico degli adolescenti: un ragazzo che, a 14 anni, scopre di avere un tumore maligno alle ossa contro cui inizia a lottare, tra interventi chirurgici e continue chemioterapie. Un “combattente” deciso a non farsi portare via i sogni ma, anzi, a realizzarli in fretta quando scoprirà di avere solo poco tempo ancora. E il suo sogno è la musica, quella che studia e suona e che inizia anche a comporre, raccontando nei testi la sua battaglia e svelando al mondo la sua coraggiosa consapevolezza.

Al suo fianco, oltre alla numerosa famiglia, messa a dura prova dal dramma della sua malattia, ci sono Sammy, l’amica inseparabile, compagna di sogni e avventure, e Amy, il primo amore, senza cui non può respirare. E a lei è dedicata “Clouds,” la canzone che, composta e cantata insieme alla band A firm handshake, con gli amici Samantha Brown e Reed Redmond, li porterà a un successo straordinario e a un vero contratto discografico con l’etichetta Rock the cause. Il primo album della band, “Fix me up”, diffuso digitalmente all’inizio del 2013, scalò in fretta le classifiche di Usa, Regno Unito e Canada. Un successo che dà valore e senso a una lotta che Zach non ha affatto perso, nel momento in cui il cancro ha avuto la meglio, appena un anno dopo. Perché ha combattuto fino alla fine e oggi a lui è intitolata la fondazione che cerca una cura per l’osteosarcoma. «Io volerò un po’ più in alto, andremo su tra le nuvole, perché la vista è migliore quassù», ha cantato finché aveva fiato. E al mondo Zack ha lasciato, oltre alla sua musica e al suo esempio, la lezione che lui ha saputo imparare tanto bene: «Non devi aspettare di scoprire che stai morendo per iniziare a vivere». (cl.)

(La recensione è tratta dal numero di gennaio di SuperAbile INAIL, il mensile dell’Inail sui temi della disabilità)

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