29 giugno 2017 ore: 13:57
Giustizia

Prevenzione del suicidio, i detenuti diventano caregiver

Sottoscritto un protocollo operativo nelle carceri siciliane. Previsti "caregivers e peer supporter": detenuti che possano sostenere altri detenuti in particolari situazioni di rischio insieme a uno specifico staff multidisciplinare composto da operatori dell’istituto penitenziario e dell’Asp
Suicidi in carcere. Ragazzo appoggiato al muro

PALERMO - Asp, Ucciardone, Pagliarelli e casa circondariale di Termini Imerese insieme per la prevenzione del suicidio nelle carceri palermitane. Valutazione all’ingresso, monitoraggio e gestione del rischio e del disagio sono le attività principali di ciascuno dei tre protocolli operativi territoriali sottoscritti dal manager dell’Azienda sanitaria, Antonio Candela, rispettivamente con la direttrice dalla casa circondariale Pagliarelli, Francesca Vazzana, con la direttrice della casa di reclusione Ucciardone, Rita Barbera, e con la direttrice della casa circondariale di Termini Imerese, Nunziella di Fazio.

In particolare, in caso vengano evidenziate o insorgano all’ingresso o durante la carcerazione situazioni o fattori di rischio, è immediatamente attivato uno specifico staff multidisciplinare composto da operatori dell’istituto penitenziario e dell’Asp. Nel protocollo sono anche previste “modalità e tecniche per la preparazione degli stessi detenuti alle funzioni di caregivers e peer supporter”, cioè di detenuti “formati” che possano essere da supporto e sostegno di altri detenuti a rischio suicidio o di atti autolesionismo. 

“In coerenza con le linee guida emanate dall’assessorato regionale alla salute il 21 aprile scorso – ha spiegato Candela - nel documento sono previste azioni specifiche di intervento in grado di intercettare e trattare con tempestività stati di disagio psicologico, di disturbo psichico o di altre fragilità. L’obiettivo è di mettere in atto misure e forme di prevenzione del rischio suicidio o di atti di autolesionismo”. “Dopo il passaggio delle competenze di assistenza e cura al servizio sanitario nazionale – ha spiegato Candela – l’Asp di Palermo è particolarmente impegnata nelle carceri del proprio territorio. Abbiamo, tra l’altro, previsto e già attivato la presenza mensile per complessive 364 ore di psicologi e per 350 ore di psichiatri”. (set)

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