5 ottobre 2017 ore: 16:24
Giustizia

“Cinevasioni”, Paolo Billi è il presidente di giuria della seconda edizione

Il regista teatrale è stato scelto per presiedere la giuria che sceglierà il film vincitore del Festival del cinema in carcere. Una ventina i detenuti che ne faranno parte. Tra il pubblico ci saranno i detenuti che frequentano le scuole della Dozza e studenti di Bologna. Premio alla carriera a Carlo Delle Piane. Al via il 9 ottobre
Festival Cinevasioni. Locandina

BOLOGNA – L’anno scorso era toccato all’attore Ivano Marescotti vestire i panni del presidente di giuria di “Cinevasioni”, il Festival del cinema in carcere organizzato dall’Associazione documentaristi Emilia-Romagna (Der), in collaborazione con la Direzione della Casa circondariale Dozza di Bologna. Per la seconda edizione, che si svolgerà dal 9 al 14 ottobre, è stato scelto Paolo Billi, regista teatrale e drammaturgo che, da anni, ‘frequenta’ le carceri bolognesi (non solo la Dozza ma anche il minorile) dove tiene corsi di teatro. “La proposta mi ha sorpreso, perché non ho competenze di cinema, ma mi ha fatto molto piacere – ha detto Paolo Billi, in occasione della conferenza stampa del festival – perché significa che i percorsi con cui si fa cultura in Dozza si possono incrociare. Conosco alcuni partecipanti del corso di cinema, e alcune donne che seguono i miei corsi fanno parte del Coro Papageno, probabilmente avrò già incontrato qualche membro della giuria. C’è una rete che lega queste esperienze”. La giuria sarà composta dai detenuti che hanno frequentato “CiakinCarcere”, il corso di cinema della Dozza. “Questo festival ha valenza non solo di intrattenimento ma trattamentale perché arriva a conclusione di un percorso formativo per i detenuti che poi andranno a comporre la giuria – ha infatti sottolineato Claudia Clementi, direttrice della Casa circondariale – Abbiamo deciso di ripetere l’esperienza dello scorso anno perché è stata significativa per noi e per chi vi ha partecipato ed è stata riconosciuta a livello di amministrazione penitenziaria”. 

Lo slogan di questa seconda edizione è “Il cinema fa scuola”. Il pubblico delle proiezioni, infatti, sarà una “grande classe – ha precisato Angelita Fiore direttrice scientifica del festival – composta dai detenuti che frequentano la scuola in carcere e dagli studenti esterni di Bologna che avranno così la possibilità di fare una didattica alternativa”. Tutti si alternerano alle proiezioni, guarderanno i film, dialogheranno con i critici cinematografici che presenteranno le opere, si scambieranno impressioni, faranno domande agli autori.

Come ha ricordato Massimo Ziccone, responsabile dell’area educativa della Dozza, “sono cica 270 i detenuti iscritti ai corsi in carcere, da quelli di alfabetizzazione alla lingua italiana alle lezioni universitarie. Il cinema – ha aggiunto – non è solo intrattenimento ma ha una valenza educativa”. Tra i progetti futuri c’è la realizzazione di una videoteca con mille titoli donati da Rai Cinema (uno dei partner del festival), “la volontà c’è, mancano gli scaffali”, ha precisato Fiore. E programmare nella sala cinema, debitamente attrezzata, un cineforum con una scadenza mensile “per portare in carcere i film che sono in sala e dare così ai detenuti la possibilità di vederli contemporaneamente agli spettatori liberi”. Un primo passo verso questo obiettivo è la proiezione (fuori concorso) nel giorno di chiusura del festival di “Gatta Cenerentola”, il film di animazione di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone presentato all’ultimo Festival del Cinema di Venezia. 

Dieci i film in concorso (tra fiction e documentari) per la seconda edizione di Cinevasioni, due proiezioni al giorno (una al mattino e una al pomeriggio) dal 9 al 14 ottobre con la presentazione a cura dei critici del Sindacato nazionale critici cinematografici italiani gruppo Emilia-Romagna/Marche. Il festival si aprirà con la proiezione (fuori concorso) di “Shalom! La musica viene da dentro – Viaggio nel Coro Papageno”, il film di Enza Negroni sul coro della Dozza. “Il coro è formato da 50 detenuti che, il 9 ottobre, saranno tra il pubblico – ha detto Filippo Vendemmiati, direttore artistico del festival – e saranno protagonisti e spettatori del documentario. Qualcuno di loro lo vedrà per la prima volta”. Il film vincitore sarà premiato con la Farfalla di ferro fabbricata nell’officina metalmeccanica Fid all’interno della Dozza. Un’altra Farfalla andrà, come premio alla carriera assegnato dalla direzione del festival, a Carlo Delle Piane, protagonista di uno dei film in concorso (“Chi salverà le rose” di Cesare Furesi, proiezione l’11 ottobre alle 9.30).  

La direttrice del carcere Claudia Clementi e Filippo Vendemmiati hanno sottolineato l’impegno che richiede l’organizzazione di un festival come “Cinevasioni” in carcere e hanno ringraziato il personale, la polizia penitenziaria, i responsabili dell’area educativa e della segreteria. “Una delle cose più belle che ricordo della prima edizione del festival – ha ricordato Vendemmiati – è uno degli agenti che mi ha fermato dopo la proiezione di ‘Fuocoammare’ e con gli occhi lucidi mi ha detto che gli ricordava i luoghi e i giochi di quando era bambino, sull’isola. Per gli agenti, il festival è un aggravio di lavoro in condizioni già non facili, le proiezioni sono anche per loro”.  

“Questo festival è un servizio culturale in una situazione complessa che va sostenuto e promosso”, ha detto Carlo Brancaleoni di Rai Cinema. “La cultura può essere leva per la crescita delle persone nel loro percorso di riabilitazione – ha detto Enrico Ratti, direttore generale della Fondazione del Monte – ed è fondamentale l’apertura che questo festival genera tra carcere e società, apertura non scontata e non banale”. Tra gli sponsor della seconda edizione si aggiunge Hera, “una lavoro di grande qualità, una situazione speciale”, ha detto il responsabile della relazioni esterne Giuseppe Gagliano. (lp)

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