BOLOGNA - Aprire un ristorante di cucina etnica in piena pandemia è una sfida che richiede una buona dose di coraggio, ma anche un pizzico di follia. La stessa che ha dato a Lingfen Hu (per gli amici Ling), giovane chef di origine cinese trapiantata a Bologna, la forza e l'energia necessarie per dar vita a un progetto unico nel suo genere: una ravioleria dove non solo è possibile gustare i piatti tipici della cucina cinese - tutti realizzati con prodotti bio e a Km 0 - ma anche essere coinvolti in attività culturali aperte a tutti.

Ling’s Ravioleria Migrante è una fusione tra melting pot e buona cucina, un luogo dove convivono l'orgoglio per le proprie radici, l'amore per la terra di adozione e l'attenzione per le materie prime. 

Protagonisti saranno proprio loro, i ravioli, uno dei piatti più amati della tradizione culinaria cinese, declinati in numerose versioni, inedite e gustose. Ogni settimana verrà proposto un menù diverso, che spazia dai sapori mediterranei a quelli dell’Estremo Oriente, promuovendo la fusione di gusti e di culture. Ling’s, però, sarà più di un ristorante: il locale, infatti, rappresenterà anche un punto di incontro per i bolognesi, che potranno partecipare a workshop di cucina dal vivo, incontri culturali, corsi di cucina per adulti e bambini. 

Per tradurre il sogno di Ling’s in realtà è stata lanciata una campagna di raccolta fondi su Produzioni dal Basso, prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation. Grazie alla generosità di chi sceglierà di credere nel progetto, sarà possibile portare avanti i lavori di ristrutturazione del locale individuato per accogliere la ravioleria, ubicato nel cuore del quartiere Murri, a due passi dalle mura di Bologna. Come ringraziamento per i sostenitori sono state pensate ricompense speciali, tra cui la possibilità di partecipare a un workshop per imparare come si preparano i veri ravioli cinesi o di ricevere direttamente a casa un cesto di prodotti bio.