6 settembre 2016 ore: 13:25
Società

Conoscere il mondo a tavola: si spengono i fornelli di "Cucina sapurita"

Si chiude il progetto "semi di comunità" finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, all'insegna dell'integrazione con Sicilia, Tunisia, Bangladesh, Gambia e Afghanistan. Nino Spitalieri (Acf Sicilia): "Per alcuni di loro si stanno aprendo piccole prospettive lavorative"
Immigrazione. Cucina Sapurita

PALERMO - L'integrazione tra cinque nazionalità che è partita dalla cucina con i suoi profumi e la sua capacità di aggregare storie e persone diverse. In questo modo ieri sera si è svolto l'ultimo incontro nella sede di MoltiVolti di Palermo di "Cucina sapurita", il progetto di cucina etnica e integrazione culturale di Acf Sicilia (Associazione Comunità e Famiglia), finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Un laboratorio culinario che, a partire dalla tavola, ha sperimentato percorsi di dialogo fra cinque diverse comunità etniche presenti a Palermo, compresa la Sicilia, e creato in questo modo le prime basi per un futuro inserimento lavorativo.

La serata è iniziata con un dibattito sui risultati raggiunti dal progetto e poi con la presentazione di un book fotografico e di un video che ha illustrato tutte le attività svolte in questi mesi. Poi a seguire spazio al cibo, con la degustazione di numerosi antipasti ispirati ai sapori tipici dei Paesi protagonisti: le panelle della Sicilia, il brik della Tunisia, le frittelle del Bangladesh, lo spezzatino con la manioca del Gambia e le polpettine dell'Afghanistan. Ogni incontro, caratterizzato da un piatto tradizionale diverso di ogni paese (per la preparazione del quale hanno collaborato tutti i partecipanti) è stato anche arricchito dalla spiegazione del valore di alcuni ingredienti da parte della nutrizionista Cinzia Coffaro. "Lo stare bene con se stessi - spiega - dipende sicuramente dallo stile di vita complessivo, in cui anche la scelta del cibo può essere determinante".

Il progetto, avviato dal nodo di Palermo dell’associazione Mondo Comunità e Famiglia e finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali all’interno del più ampio programma nazionale di Mcf, “Semi di comunità”, ha come obiettivo finale l’inserimento socio-lavorativo dei migranti attraverso la valorizzazione e lo scambio delle proprie radici culturali, a partire dalla tavola.
Così, grazie a un corso di cucina etnica, il gruppo di immigrati provenienti da Tunisia, Bangladesh, Gambia e Afghanistan ha sviluppato competenze professionali spendibili nel campo della ristorazione. Prossimo obiettivo dell'associazione e dei suoi volontari sarà quello di incentivare nuove occasioni lavorative in cui saranno coinvolti i partecipanti al progetto.

"Non è un caso la scelta di chiudere con degli antipasti, perché il nostro augurio è che sia solo l'inizio e che a loro, quindi, possano arrivare presto delle commissioni lavorative per la preparazione dei piatti tipici in occasione di altri eventi. Anche sotto l'aspetto occupazionale, infatti, qualcuno dei partecipanti ha già avuto modo di trasformare le competenze acquisite in occasioni di lavoro. D'altronde il fine di “cucina sapurita” è proprio gettare i semi di un percorso volto all'inserimento socio-lavorativo; aspetto che continuerà a essere curato e supportato da Acf e dai suoi volontari nei prossimi mesi perché crediamo che l'integrazione non sia soltanto culturale ma anche economica se si vuole raggiungere una serenità di vita dignitosa”.

“In cinque incontri aperti al pubblico, sono state oltre 300 le presenze complessivamente registrate. Il progetto ha avuto molto successo, stimolando la curiosità e l’interesse di un buon numero di cittadini nei confronti delle tradizioni culturali di altre comunità etniche. E questo è un primo segnale positivo verso l'integrazione – spiega Nino Spitalieri, presidente di Acf Sicilia -. Una prova che l’integrazione talvolta si può costruire dal basso, semplicemente con l’incontro".

L'associazione Mondo di Comunità e Famiglia (MCF) coinvolge più di 600 famiglie suddivise in nodi territoriali per un totale di 35 Comunità di Famiglie sul territorio nazionale e una quarantina di gruppi di persone esterne ma ad esse vicine. L'Associazione Comunità e Famiglia (ACF) Sicilia è nata nel marzo 2015 dall’incontro a Palermo di persone e nuclei familiari aderenti ai gruppi di condivisione della rete nazionale di Mondo Comunità e Famiglia, a cui l’associazione aderisce. Comunità e Famiglia Sicilia ha come scopo principale l’auto-promozione della persona e della famiglia, attraverso la creazione di reti di solidarietà inter-familiari di sostegno e mutuo aiuto, al fine anche di accogliere e curare le persone più svantaggiate. L’associazione opera attraverso dei Gruppi di condivisione, costituiti da famiglie o singoli, in cui si realizza concretamente il percorso di accompagnamento comune, come esperienza di mutuo-aiuto, che nasce dal racconto di sé e dall’ascolto accogliente dell’esperienze degli altri. (set)

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