8 marzo 2017 ore: 14:28
Economia

Delega povertà al fotofinish, domani il voto in Senato

Approvato dalla Camera nel luglio 2016, il testo è all’ultimo passaggio parlamentare. Poi toccherà al governo mettere in pratica le indicazioni contenute nel ddl, ma il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, promette tempi rapidi e un solo decreto
Povertà. Sacchetti spazzatura

ROMA – Il ddl delega sulla povertà è al fotofinish: al testo approvato alla Camera dei deputati il 14 luglio 2016, mancano ormai poche ore affinché possa ricevere il via libera anche al Senato. Le dichiarazioni di voto e il voto finale sul ddl “recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali” sono previste per giovedì 9 marzo. Siamo alle battute finali, quindi, ma il suo iter non è stato poi così tranquillo: a rallentare i lavori anche la crisi di governo del dicembre scorso, dopo gli esiti del referendum costituzionale. Tuttavia, il testo è riuscito a raggiungere l’aula di Palazzo Madama e dovrebbe consentire entro il 2017 il passaggio del testimone tra il Sia (il sostegno per l’inclusione attiva attualmente in erogazione su tutto il territorio nazionale) e il nuovo Rei, ovvero il Reddito di inclusione, una misura strutturale contro la povertà accompagnata da un Piano nazionale contro la povertà. Un passaggio importante che affiancherebbe ad un quantitativo di risorse fino ad oggi mai destinate alla povertà (attorno ad un miliardo e mezzo per il 2017 e 1,2 miliardi a decorrere dal 2018), anche un disegno organico dal punto di vista legislativo.

Lontano da quello che comunemente viene inteso come reddito di cittadinanza e anche dalle speranze del movimento pentastellato, il Rei è l’evoluzione dell’attuale Sia. Sarà una “misura nazionale di contrasto alla povertà” individuata come “livello essenziale delle prestazioni da garantire uniformemente su tutto il territorio nazionale”, si legge nel testo del ddl delega. Testo che chiede al governo anche “il riordino delle prestazioni di natura assistenziale finalizzate al contrasto della povertà, fatta eccezione per le prestazioni rivolte alla fascia di popolazione anziana non più in età di attivazione lavorativa, per le prestazioni a sostegno della genitorialità e per quelle legate alla condizione di disabilità e di invalidità del beneficiario”. Tra le questioni che l’esecutivo dovrà affrontare nei decreti delegati anche il rafforzamento del coordinamento degli interventi in materia di servizi sociali. Tutto questo perché la nuova misura di contrasto alla povertà è condizionata alla prova dei mezzi, ma anche all’adesione di un progetto personalizzato di attivazione, di inclusione sociale e lavorativa finalizzato alla fuoriuscita dalla sfera della povertà.

Concluso l’iter in Parlamento, sarà compito dell’esecutivo mettere in moto la nuova misura e il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, promette tempi rapidi in una intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica. Secondo Poletti, ci sarà solo un decreto. La misura, inoltre, riguarderà 400 mila nuclei familiari con minori a carico, ha detto il ministro, e porterà il sostegno fino a 480 euro al mese. Intanto, sui territori qualcosa si sta muovendo. Le risorse stanziate con il Pon Inclusione a favore degli enti locali per attivare i servizi che affiancheranno le misure di sostegno al reddito (attualmente il Sia), in parte sono già state assegnate. I comuni hanno risposto positivamente all’appello del governo presentando 590 progetti che permetteranno di assegnare quasi tutti i 500 milioni stanziati per il primo triennio. Intanto, al 31 gennaio 2017 sono già stati ammessi al finanziamento i primi 80 progetti, per un ammontare di oltre 53 milioni di euro assegnati ai territori delle prime 12 regioni italiane che hanno presentato dei progetti. Tra questi, più del 75 per cento delle risorse riguarderà Puglia e Toscana. Seguono gli ambiti territoriali dell’Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Sicilia, Sardegna, Marche, Liguria, Lombardia, Veneto e Abruzzo.

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