20 settembre 2017 ore: 15:36
Disabilità

Disabilità, "Includis": il bando sardo di sei milioni per progetti di inclusione

Sei milioni di euro, risorse del Fondo sociale europeo, per favorire progetti di inclusione attiva di persone con disabilita'. È l'obbiettivo del bando Includis dell'assessorato alle Politiche sociali, pubblicato lo scorso 18 settembre...

Cagliari - Sei milioni di euro, risorse del Fondo sociale europeo, per favorire progetti di inclusione attiva di persone con disabilita'. È l'obbiettivo del bando Includis dell'assessorato alle Politiche sociali, pubblicato lo scorso 18 settembre, e presentato oggi alla stampa dall'assessore alla Sanita', Luigi Arru, insieme alla dg delle Politiche sociali, Stefania Manca, e alla dirigente dell'assessorato, Marika Batzella.

"Il welfare e' un investimento per la societa', non sono soldi persi- sottolinea Arru-. Siamo convinti che si debba parlare di welfare generativo, che significa rimettere all'interno di un tessuto sociale le persone svantaggiate, dandogli un ruolo". Per questa giunta e questa maggioranza, "il welfare e' una delle parole chiave- ribadisce l'assessore- ed e' fondamentale anche per contrastare una narrazione negativa su quello che stiamo portando avanti. Ricordo come anche la commissione europea abbia sottolineato che le opportunita' di sviluppo e di crescita nascono, oltre dalle attivita' industriali classiche, con i lavori cosiddetti verdi, agricoltura, e bianchi, appunto nel welfare".

Sottolinea Manca: "Abbiamo puntato a un bando partecipato, coinvolgendo i 25 Piani locali unitari dei servizi alla persona nella predisposizione della gara e con la volonta' di non metterli in competizione: tutti avranno finanziamenti per i progetti che elaboreranno e presenteranno".

Nel dettaglio, la dotazione disponibile del bando e' ripartita proporzionalmente per ciascun ambito Plus, in riferimento alla popolazione residente di eta' compresa tra i 16 e 64 anni e al numero degli iscritti al collocamento speciale. È rivolto a persone con disabilita', di eta' non inferiore ai 16 anni, non occupate, che abbiano assolto l'obbligo formativo, persone con disturbo mentale e persone con disturbo dello spettro autistico. Le risorse andranno agli enti gestori dell'ambito territoriale, in partenariato con enti pubblici ed enti del terzo settore (come cooperative sociali, organizzazioni ed associazioni del privato sociale, del volontariato, ecc.).

(DIRE)

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