21 settembre 2017 ore: 10:23
Disabilità

Festival delle città accessibili: imparare a progettare "for all"

Al via la manifestazione dedicata a cultura dell’accessibilità e città accoglienti anche per chi ha una disabilità. L'Istituto Serafico di Assisi apre le porte ai professionisti del settore edile: obiettivo, mostrare come sono stati progettati spazi e servizi senza barriere
Festival delle città accessibili

ROMA - Scale, marciapiedi senza rampe, spazi ridotti, pavimento dissestato sono alcune delle barriere architettoniche che impediscono a una persona disabile la completa mobilità. Che si tratti di una disabilità temporanea o permanente, la loro presenza può complicare la vita di quanti hanno difficoltà motorie o sensoriali nell’uscire di casa, andare a scuola, al lavoro o stare con gli altri. In Italia – secondo l’Istat, “Inclusione sociale delle persone con limitazioni funzionali, invalidità o cronicità gravi”, 2013 - si contano 3 milioni 200 mila persone con limitazioni funzionali; quasi 2 milioni hanno difficoltà nello svolgere attività quotidiane (difficoltà nel vestirsi o spogliarsi, lavarsi mani, viso o corpo, tagliare il cibo e mangiare); 1 milione 500 mila sono i soggetti con disabilità di tipo motorio e 900 mila quelli con problematiche nella sfera della comunicazione (vedere, sentire, parlare). 

Come e su quali aspetti è necessario intervenire per rendere le città italiane accoglienti, inclusive e agevoli anche a chi ha una disabilità più o meno grave sono gli interrogativi a cui architetti, geometri e ingegneri cercheranno di rispondere al Festival per le città accessibili, che si terrà dal 21 al 23 settembre 2017, a Foligno. Promosso dall'omonima associazione e dall’Istituto Nazionale di Urbanistica (Inu), con il patrocinio di Regione Umbria, Provincia di Perugia, i comuni di Foligno, Assisi e Spello, la manifestazione è incentrata su indirizzi, esperienze e prospettive di miglioramento del funzionamento urbano per il superamento delle barriere che limitano la fruizione alle persone con disabilità. Lo scopo, come spiegano i promotori, è quello di individuare gli elementi necessari alla progettazione di una città accessibile a tutti, dove la diversità non viene vista come un problema. Il programma della manifestazione vede tre giornate ricche di incontri ed eventi ospitati tra l’Istituto Serafico di Assisi, Palazzo Trinci di Foligno e il Palazzo Comunale di Spello.

Si parte venerdì 22 settembre dall’Istituto Serafico di Assisi, centro specializzato in riabilitazione e assistenza socio sanitaria a bambini e ragazzi con disabilità fisiche, psiche e sensoriali, che apre le porte a architetti e ingegneri per una visita all’interno del centro la cui missione, da 145 anni, è quella di assicurare ai ragazzi con limitazioni fisiche o psichico sensoriali una vita piena e attiva, nonostante la condizione che vivono. “Al Serafico ogni giorno ci prendiamo cura di più di 130 bambini, anche molto piccoli, e ragazzi. Loro ci insegnano molto in tema di accessibilità: tatto, olfatto, gusto, vista, udito ci aprono all’esperienza della vita e quando una finestra si è irrimediabilmente chiusa sul mondo noi cerchiamo di spalancarne delle altre. Questa è la nostra dimensione di accessibilità: far vivere con pienezza l’intero ambiente – dichiara Francesca Di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico di Assisi –. Con il tempo, facendo tesoro dell’esperienza vissuta con i ragazzi disabili, abbiamo cercato di ripensare i nostri spazi creando degli ambienti che fossero non solo accessibili, ma in grado di curare, anzi, di prendersi cura”. Sorto nel 1871, ai piedi del Monte Subasio, su un’area di 10.000 mq e un parco sensoriale di circa 40.000 mq, il centro assisano è pensato perché i ragazzi siano il più autonomi possibile: gli spazi, infatti, sono progettati per permettere loro di spostarsi in modo indipendente ma anche intuitivo attraverso un sistema informativo architettonico – ambientale. “In tutto l’Istituto sono presenti percorsi tattili: le stanze, gli ambienti ricreativi e di riabilitazione sono facilmente riconoscibili anche al tatto. Non solo, sono tattili le nostre pareti, gli ambienti sono profumati, anche i libri sono pensati per essere letti con le mani. Il tutto è concepito per stimolare i ragazzi a instaurare relazioni con gli altri, a uscire dal loro guscio di protezione e aprirsi al mondo”. Oltre agli ambulatori e agli appartamenti riservati ai ragazzi, il Serafico si compone di laboratori dove i piccoli ospiti svolgono le attività ricreative e occupazionali, una biblioteca, una palestra, la piscina coperta e la vasca terapeutica, ambienti accoglienti dove i ragazzi e i loro familiari possono vivere serenamente tenendo sempre conto della sicurezza del paziente.

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