31 maggio 2016 ore: 14:20
Immigrazione

Migranti e salute, campagna per sensibilizzare le future madri

Promossa da Ibsa farmaceutici Italia per diffondere l'importanza della iodoprofilassi. La carenza di iodio, come ricordano la Who e l’Unicef, rappresenta la più importante causa evitabile di danni cerebrali a livello globale
Madri migranti

Città del Vaticano - Il progetto Ibsa per le madri migranti ha coinvolto in una collaborazione sul territorio nazionale e internazionale, il mondo accademico, grazie all’Università di Pavia,e diversi attori del terzo settore, quali l’Assistenza Sanitaria San Fedele di Milano, i Gesuiti di Tirana, Caritas Internationalis e l’Arcidiocesi di Bamenda. L'obiettivo: sensibilizzare le future madri migranti sull'importanza della odoprofilassi.  

Ibsa Farmaceutici Italia è promotrice dell’iniziativa che è stata presentata nei giorni scorsi presso la sede di Radio Vaticana. Questa campagna rappresenta una prima risposta all’appello lanciato a gennaio 2016 dal Ministero della Salute e dall’Aifa, che, con il progetto congiunto “Accesso ai farmaci, un diritto umano”, intende promuovere e proteggere, attraverso l’uso appropriato dei farmaci, la salute di malati vulnerabili, quali sono i migranti, gli emarginati e le fasce deboli della popolazione, favorendo inoltre una maggiore comprensione dei diritti e delle modalità di accesso alle cure da parte di questi pazienti.

In questo contesto si inserisce il progetto di “Ibsa Farmaceutici Italia per le madri migranti”, che pone l’accento sulla iodoprofilassi ed è volto a sensibilizzare, attraverso la distribuzione di materiali informativi in lingua araba, francese, inglese, rumena, albanese e italiana, le donne in attesa, ma anche coloro che pensano a una gravidanza futura o che allattano, circa l’importanza di un corretto apporto di iodio.

Sebbene lo iodio sia presente nel suolo, la sua concentrazione può variare largamente tra le regioni del mondo come conseguenza di numerosi fattori. Secondo il Global Iodine Nutrition Network, infatti, diversi Paesi del mondo, in particolare dell’Africa e dell’Est Europa, presentano un livello di assunzione di iodio insufficiente. Tale carenza di iodio, come ricordano la Who e l’Unicef, rappresenta la più importante causa evitabile di danni cerebrali a livello globale. 

A Milano gli operatori dell’Assistenza Sanitaria San Fedele onlus nel primo mese e mezzo di sperimentazione sono venuti in contatto con circa 100 donne tra i 18 e i 45 anni, cui hanno consegnato il leaflet informativo e raccolto 60 questionari preparati dall’equipe della professoressa Flavia Magri dell’Università di Pavia.

La campagna si basa sull’ascolto e sul dialogo con le donne migranti, assecondando l’approccio che è proprio dell’assistenza in San Fedele. Una volta a settimana, infatti, le donne tra i 18 e i 45 anni (in gravidanza e non) che si presentano presso l’Assistenza Sanitaria, durante l’attesa del loro turno vengono informate sull’importanza di una corretta iodoprofilassi.

Questo è reso possibile grazie al lavoro di una laureanda dell’Università di Pavia (una giovane rifugiata politica accolta dall’Ateneo pavese nell’ambito del più ampio progetto dedicato ai migranti), la quale si occupa di consegnare ed esporre a queste donne i leaflet informativi e di somministrare un questionario redatto dal dipartimento di endocrinologia, così da raccogliere informazioni sullo stato di salute della loro tiroide. 

Da una prima analisi dei questionari, il primo dato che emerge è il consumo praticamente nullo del sale iodato in famiglia a cui si affianca un consumo di latte, formaggio, yogurt o pesce nullo o inferiore alle tre porzioni settimanali nel 60% delle donne intervistate. La campagna potrà essere replicata in altre strutture che vogliano abbracciare il progetto che ha il patrocinio dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della Cei. 

A Tirana i gesuiti e Caritas Albania stanno distribuendo in 40 centri sanitari i leaflet attraverso iniziative diverse. Il 19 maggio scorso, ad esempio, si è svolto a Rreshen (nel nord dell’Albania) un seminario nel corso del quale sono stati distribuiti i leaflet agli infermieri che vi hanno partecipato e altri leaflet sono stati inoltre messi a disposizione dei pazienti della struttura sanitaria. In Camerun dove la situazione è drammatica da un punto di vista sociale, l’intervento è mirato a distribuire integratori tra la popolazione nell’arcidiocesi di Bamenda che ne ha fatto richiesta. Tutti le informazioni in merito alla campagna informativa e i materiali realizzati in sei diverse lingue sono inoltre disponibili sul portale www.tiroide.com.

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