16 novembre 2011 ore: 12:43
Disabilità

Disabilità: la non autosufficienza in Italia

In Italia non esiste una sola definizione che chiarisca il concetto di “non autosufficienza”. La categoria  spesso viene inglobata nell’area della disabilità e in quella degli anziani. Secondo l’Istat, la disabilità cresce con l’età: dai 70 ai 74 ann...

In Italia non esiste una sola definizione che chiarisca il concetto di “non autosufficienza”. La categoria spesso viene inglobata nell’area della disabilità e in quella degli anziani. Secondo l’Istat, la disabilità cresce con l’età: dai 70 ai 74 anni è pari al 9,7%, si eleva al 17,8% nella fascia dai 75-79 anni e riguarda il 44,5% degli 80enni. In Italia per l’Istituto di statistica, oltre 2 milioni di anziani nel 2008 riportavano una condizione di totale mancanza di autosufficienza per almeno una delle funzioni essenziali della vita quotidiana. Dati confermati anche dallo Spi-Cgil nell'indagine del 2011 sulla non autosufficienza, sull’Assistenza domiciliare integrata (Adi) e sullo stato di salute dell’organizzazione dei servizi sanitari e sociali rivolti alle persone anziane: 2 milioni e 600 mila le persone non autosufficienti in Italia, di cui 2 milioni gli anziani. Secondo i dati dello Spi-Cgil, la domanda di servizi di assistenza per i non autosufficienti è prevalentemente sopperita dal ricorso ad assistenti familiari, che hanno raggiunto quota 780 mila su tutto il territorio nazionale.
Per lo Spi-Cgil solo il 4,1% del totale della popolazione anziana complessiva usufruisce dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi): si tratta di 502.475 persone, ovvero solo di una persona non autosufficiente su cinque. Di questi, oltre 414 mila (4,9% della popolazione anziana) risiedono nelle regioni del centro-nord, 192 mila (7,9%) in quelle del nord-est, 121 mila (3,5%) in quelle del nord-ovest, 101 mila (3,9%) in quelle del centro e 88 mila (2,3%) in quelle del sud. 

Diversi sono gli strumenti presenti per l’accertamento del bisogno assistenziale e per la conseguente attivazione dei servizi: il riconoscimento della invalidità civile e dell’indennità di accompagnamento, gli accertamenti per l’accesso ai servizi sanitari e ai servizi sociali.

Secondo quanto riferisce il secondo Rapporto del Network per la non autosufficienza, promosso dall’Irccs-Inrca, che fa riferimento ai risultati dell’Indagine multiscopo dell’Istat, condotta su oltre 25 mila over 65 nel 2008, risulta che nelle regioni del sud Italia vive la maggior parte degli anziani non autosufficienti: a fronte di un tasso nazionale pari a 18,7%, la percentuale stimata raggiunge il 26,1% in Sicilia, il 24,2% in Puglia e il 22,8% in Calabria. Al nord, il fenomeno ha invece dimensioni più contenute e le province autonome di Trento e Bolzano, con il 12,9%, si aggiudicano il primato per il livello di autonomia della popolazione anziana.

I servizi. Per quanto concerne la copertura dei servizi, il Friuli Venezia Giulia e l’Emilia-Romagna sono le due regioni dove la spesa per l’assistenza domiciliare integrata (Adi) incide maggiormente sui costi complessivi della sanità: per un valore rispettivamente del 3% e del 2,1%. Le Marche, pur attestandosi al terzo posto in Italia per il valore di questo indicatore (circa 1,4%), nel corso del periodo 2001-2008 hanno visto ridursi la proporzione di spesa per assistenza domiciliare sul totale. Caso a parte è quello dell’Umbria (1,2%) dove, a fronte di un minore investimento nella domiciliarità, si è verificato ugualmente un netto incremento nella copertura del servizio.

Disabilità: i non autosufficienti, utenti di assistenza continuativa

Il bacino di utenza non è poi uniforme sul territorio nazionale e in linea di massima nelle regioni del nord il servizio è offerto a una platea più ampia di anziani. In Friuli Venezia Giulia e in Emilia-Romagna rispettivamente il 7,3 ed il 6,1% degli over 65 sono inseriti nell’Adi. Meno marcato lo squilibrio tra il nord e il sud per quanto riguarda la copertura del servizio di assistenza domiciliare (Sad), che nel 2006 è stato però assicurato solo all’1,8% degli anziani. Il servizio è stato garantito con maggior frequenza agli anziani della Valle d’Aosta (4,9%) e del Trentino Alto Adige (3,8%), ma anche ai siciliani (3,4%) e ai molisani (3,1%).