4 giugno 2013 ore: 15:02
Economia

Crisi. Silvestrini (Cna): “Terapie del passato non funzionano, servono nuove risposte”

Così il segretario generale della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa durante la presentazione del rapporto sull’imprenditoria straniera. “Governo prometta meno e faccia di più”
ROMA – Sulla crisi attuale le terapie del passato non funzionano, servono nuove risposte. Così Sergio Silverstrini, segretario generale della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa (Cna), commenta i dati del rapporto “L’imprenditoria degli immigrati nel 2012”, a cura del Centro Studi Cna presentato oggi a Roma. Secondo Silverstini, la crisi economica “è una crisi di cambiamento, è un tornante della storia. Siamo in una fase in cui la parola più giusta è metamorfosi del sistema produttivo, ma a volte facciamo fatica a capire che è questa la verità e non siamo in grado di trovare risposte adeguate a problemi nuovi che richiedono risposte inedite. Le terapie del passato non funzionano. È una difficoltà non solo italiana, penso sia europea”.
 
L’austerità non basta per rientrare dalla crisi, ha aggiunto Silvestrini. “Penso che usciremo dalla crisi quando l'Europa sarà in grado di porre forti elementi anticiclici rispetto ad una fase depressiva dell’economia che non è più affrontabile solamente con politiche di austerità – ha aggiunto -. Pur avendo riguardo ai nostri vincoli di finanza pubblica, la priorità è la crescita. Bisogna che l’Europa ci consenta di avere più flessibilità per poter rientrare nei parametri stabiliti, perché noi abbiamo bisogno di investire, di creare lavoro e occupazione, di ammodernare il Paese e rimettere in moto un paese che è bloccato”. Dalle imprese artigiane, ha spiegato Silvestrini, c’è stata una risposta importante alla crisi, ma potrebbe non durare a lungo. “Le imprese artigiane resistono e hanno fatto uno sforzo eccezionale – ha detto Silvestrini, ma abbiamo bisogno di aiuto: dopo 5 anni non si riesce più a sostenere il colpo. È necessario che questo governo prometta meno, ma che faccia quel che promette perché c'è una delusione profonda. E tra gli interventi chiediamo di affrontare il tema della burocrazia”.
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