9 luglio 2019 ore: 11:11
Economia

"Storie di Economia Circolare", c'è tempo fino al 31 luglio

ROMA - C’è tempo fino al 31 luglio 2019 per partecipare alla seconda edizione di "Storie di Economia Circolare"; sono stati infatti prorogati i termini del concorso, promosso da  Cdca - Centro Documentazione Conflitti Ambientali e il Consorzio Ecodom e pensato per valorizzare le esperienze virtuose in Italia  attraverso i linguaggi di video, foto, radio, scrittura e, novità di quest’anno, il fumetto.

Ai vincitori  4.500 euro per la categoria video, 4.000 euro per la categoria foto, 2.500 euro per la categoria radio, 2.500 euro per la categoria fumetto e 2.000 euro per la categoria scrittura . Inoltre il video vincitore sarà proiettato durante la 31ma edizione del Trieste Film Festival, che si svolgerà dal 17 al 22 gennaio 2020.

Le opere vincitrici saranno scelte attraverso due fasi di valutazione: una prima fase di voto on line, aperta dal 5 agosto fino al 30 settembre 2019 sul sito del progetto, e una seconda fase di giudizio della Giuria Tecnica di Qualità e del Comitato Scientifico del progetto (Regolamento di Concorso)

La giuria di qualità del concorso è composta da esperti del mondo dell'informazione e della cultura, uno per ogni categoria in concorso: il regista Andrea Segre per l'audiovisivo, la foto editor Giulia Tornari per la fotografia, la giornalista di Radio3 Florinda Fiamma per il linguaggio radiofonico, lo sceneggiatore e graphic journalist Luca Scornaienchi e il giornalista Giuseppe Rizzo di Internazionale per la scrittura. La giuria sarà assistita nel suo lavoro da un membro dell'equipe di ricerca del Cdca e da un rappresentante del Comitato Scientifico, al fine di valutare, al di là dei requisiti tecnici del prodotto inviato, la rispondenza della storia scelta ai requisiti di circolarità individuati.

L'Atlante dell'Economia Circolare. Il concorso è collegato alla piattaforma web interattiva che censisce e racconta le esperienze delle realtà economiche e associative impegnate ad applicare i principi dell’economia circolare in Italia. Attraverso il concorso le esperienze raccontate hanno l'opportunità di essere conosciute e di fare rete tra loro. Sono 210 (+31% rispetto al 2018) le realtà mappate dall’Atlante. Sono sempre più numerose le aziende del settore tessile che hanno scelto di adottare un modello economico sostenibile: delle 210 esperienze reali di Economia Circolare mappate da Ecodom, il principale consorzio di gestione dei RAEE, e dal Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, il 15,2% recupera tessuti e capi usati, rigenera fibre tessili, organizza scambio di vestiti e trasforma materiali di scarto come cartone, bucce di arance e pneumatici in abiti e accessori.
A seguire sul podio si posizionano il settore alimentare (11%) con realtà che redistribuiscono il cibo in eccedenza nelle mense, costruiscono una rete di economia solidale che comprende comunità di supporto all'agricoltura, riusano i fondi di caffè per coltivare funghi. Seguono al terzo posto, con il 10,4%, le attività di raccolta e gestione dei rifiuti: dalla diversificazione degli scarti domestici, alla produzione di sacchetti ecosostenibili prodotti con carta riciclata, dalla realizzazione di eco-isole automatizzate per la differenziata, al riciclaggio di plastica, rifiuti, legno, vetro. Quasi un terzo (30,4%) sono realtà no-profit, mentre l'1,4% è rappresentato da enti di ricerca.
La maggior parte delle aziende presenti (37%) realizza prodotti circolari, ovvero progettati per renderne più facile lo smontaggio e riciclo, il 32% appartiene alla categoria servizi, il 15,2% ha scelto un modello produttivo circolare in grado di riciclare i propri scarti per creare nuovi prodotti.
Il Centro Italia guida la classifica, ma la Lombardia è sul podio. Ultima la Valle d'Aosta. A livello geografico il Centro Italia guida la classifica italiana dell'Economia Circolare con il 37,6% delle realtà mappate, seguito dal Nord con il 35,7% e dal 26,6% del Sud e Isole. La più virtuosa delle Regioni è la Lombardia con il 19,5% delle attività, seguita dal Lazio con il 15,7%, dalla Toscana con l'11,4% e dalla Campania con il 9%. Fanalino di coda Umbria e Molise con solo due aziende inserite nell'Atlante. In Valle d'Aosta non è invece stata censita alcuna esperienza.

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