29 maggio 2013 ore: 14:45
Economia

Milano, capitale del commercio equo

La scelta dell'Organizzazione Mondiale del commercio equo in vista dell'Expo. Pisapia: ''Nuovi modelli di consumo aprono nuove prospettive di sviluppo a un sistema palesemente in crisi''
Commercio equo: donne lavorano

Commercio equo: donne lavorano

Milano - L'Expo non potrà dimenticare il sud del mondo, ma neppure i diritti dei lavoratori e di quanti si battono per garantire scambi più "giusti" tra produttori e consumatori. Per questo l’Organizzazione Mondiale del Commercio Equo (WFTO) riunita a Rio de Janeiro per la conferenza ha scelto Milano come propria capitale per il 2015. Un onore e un impegno per la città e per la sua amministrazione, come ha spiegato il sindaco Giuliano Pisapia: "Scambi commerciali che riconoscano il giusto valore al lavoro svolto dai produttori di cibo e artigianato locale in tanti Paesi in via di sviluppo rappresentano un fattore importante per il futuro dell’umanità e costituiscono una tematica centrale per un’Esposizione universale dedicata al concetto di ‘Nutrire il pianeta, energia per la vita’.  Nuovi modelli di consumo, più attenti all'origine e ai metodi di produzione del cibo, aprono nuove prospettive di sviluppo e stanno già forgiando un’economia  alternativa a un sistema palesemente in crisi".

Stiamo dunque a vedere come l'Expo e la città sapranno interpretare questo ruolo attraverso incontri, convegni e manifestazioni. Intanto a beneficiare di questa rinnovata attenzione sono i bambini del capoluogo lombardo che possono trovare nelle loro scolastiche alcuni prodotti del commercio equo e presto, come ha spiegato il sindaco Pisapia, vedranno altri cambiamenti: "Con la collaborazione delle famiglie ci stiamo già pensando: perché vogliamo menu più sensibili alla qualità e alla provenienza degli ingredienti". E l'impegno del comune di Milano proseguirà anche dopo l'Expo, conferma ne è l'adesione alla Campagna internazionale "Commercio equo oltre il 2015" che chiede alle Nazioni Unite un nuovo impegno per il raggiungimento degli "Obiettivi del Millennio", in nome di un mondo più giusto e sostenibile, attento ai diritti delle persone e capace di sconfiggere le povertà.
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