4 giugno 2019 ore: 17:18
Immigrazione

Corridoi umanitari, arrivate 58 persone dal Libano. “Ora progetto diventi europeo”

Saranno accolti da associazioni, parrocchie e famiglie – che in alcuni casi hanno offerto le loro case – in diverse regioni. La viceministra Del Re: "Altri paesi devono sposare questo modello". Impagliazzo (Sant'Egidio): "Piccola fonte di speranza che deve diventare fiume di solidarietà". Negro (Fcei): "Non possiamo voltarci dall'altra parte"
Minori migranti, mani - SITO NUOVO

ROMA - Il loro lungo abbraccio, tra le lacrime, ha commosso tutti. Robin, 25 anni è in Italia dal 2017, la sua fidanzata Rodeina, 19 anni, è arrivata stamattina a Fiumicino dal Libano, con uno dei corridoi umanitari organizzati da Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche e Chiesa Valdese. Si sono ritrovati dopo anni e ora sognano una vita insieme in Italia. Insieme a Rodeina altre 57 persone sono atterrate in sicurezza a Roma. Famiglie, coppie giovani, persone sole, tutti con la speranza di potere ricostruire nel nostro paese una vita tranquilla e un futuro. Dal febbraio 2016 oltre 2.000 sono già arrivati in Italia (più di 1.500 dal Libano, altri 500 dall’Etiopia), oltre ai circa 500 giunti in Francia, Belgio e Andorra. I 58 nuovi profughi saranno accolti da associazioni, parrocchie, comunità e famiglie – che in alcuni casi hanno offerto le loro case – in diverse regioni italiane. Durante l’accoglienza verrà avviato un un percorso di integrazione che comprende l’apprendimento della lingua italiana per gli adulti, la scuola per i minori e l’inserimento lavorativo, una volta ottenuto lo status di rifugiato.

A dare il benvenuto in Italia ai profughi la viceministra degli Esteri, Emanuela Del Re, evidentemente commossa per l’abbraccio tra due fidanzati: “Oggi è una bella giornata, non solo perché c’è il sole - ha detto - ma perché possiamo dare il benvenuto a voi che avete attraversato tante esperienze difficili e finalmente siete qui. Noi siamo molto felici di accogliervi perché siamo tutti una grande famiglia - aggiunge - questo è un progetto di vita: l’Italia vi offre l’opportunità di un’esistenza migliore. I vostri figli cresceranno con i nostri e non c’è niente di più bello di vedere i nostri figli crescere insieme. Il ministero - continua - sostiene questo progetto. Ogni persona è importante per noi e per questo vorremmo portare questo modello in Europa. Vogliamo fare in modo che anche altri paesi capiscano che si tratta un buon modello. L’Italia lo proporrà ad altri paesi creando corridoi umanitari europei".

Marco Impagliazzio, presidente della Comunità di Sant’Egidio, ricorda che “i corridoi umanitari danno il segno di un’Italia unita, mostrando la grande tradizione civile e cristiana del nostro paese. In questo progetto si dimostra che fare bene il bene è possibile - sottolinea -. In questi corridoi che finora hanno accolto più di 2500 persone ci sono storie di successo e integrazione che hanno anche aiutato l’Italia. Voi qui rappresentate milioni di siriani ancora profughi tra Turchia, Giordania e Libano. Siete una piccola fonte di speranza che speriamo diventi un fiume di solidarietà europeo. Siete l’avanguardia di un popolo che deve trovare pace e sicurezza. In questo giorno - aggiunge -pensiamo anche a tutti coloro che non ci sono più perché hanno dovuto affrontare i viaggi della morte, finiti nelle mani dei trafficanti. Come ha detto un vescovo tedesco: la morte in mare non può essere un’opzione per l’Europa, l’unica opzione possibile sono i corridoi umanitari”.

Sulla stessa scia anche il presidente delle Chiese evangeliche in Italia, Luca Maria Negro. “Sono ormai tre anni che veniamo qui per l’arrivo di questi gruppi, il primo fu nel febbraio del 2016. Io ho partecipato a molti di questi arrivi, incluso uno a Parigi, ma ogni volta è commovente. La speranza è che questa esperienza possa ampliarsi, anche il mio pensiero va a quelli che hanno avuto un viaggio meno sicuro e gioioso, a quelli che non avevano palloncini da portare all’arrivo nei nostri porti o che non sono riusciti neanche ad arrivarci. Nel vangelo c’è la parabola del buon samaritano - aggiunge - l’unico che non gira la testa dall’altra parte ma si ferma a soccorrere l’uomo ferito. Non possiamo girare la testa dall’altra parte, per questo siamo qui e per questo mi ha fatto piacere sentire dalla bocca del viceministro che l’Italia si farà promotrice di corridoi umanitari europei. Questa è una possibilità per alleviare davvero il dramma dei migranti e dei richiedenti asilo”. (ec)


© Copyright Redattore Sociale