8 luglio 2019 ore: 11:52
Società

Chiusi i Mondiali antirazzisti: oltre 100 squadre in gara

di Francesco Ciampa
Vince la “San Giovanni Apostolo” di Palermo. Coppa speciale per i salvataggi in mare alla squadra della ong “Mediterranea”. Balestri (Uisp): “Lasciamo un messaggio di speranza per chi resta qui e crede nell’accoglienza”
Uisp Mondiali antirazzisti a Riace

Catanzaro – Uno striscione nel mare di Riace sollevato da tante mani, dalle mani di uomini e donne, ragazze e ragazzi,  bambine e bambini, bianchi, neri, persone arrivate da più parti d’Italia, ma anche dal resto d’Europa: è lo striscione multicolore dei Mondiali antirazzisti della Uisp (Unione italiana sport per tutti) conclusi ieri in Calabria, nella Riace divenuta nel mondo simbolo di accoglienza e di rinascita sociale nel segno dell’inclusione e della diversità. Uno striscione che fa il paio con uno slogan, il messaggio dominante dell’edizione di quest’anno: “La differenza ci unisce”. L’unione di umanità che dai campi da gioco si ritrova lì, in quel mare da dove è partita la storia del cosiddetto “modello Riace”: il mare da cui, complice il vento, sono arrivati con un veliero i primi migranti e da cui è nato lo spunto per la creazione di un modello considerato da molti e su scala mondiale esempio di accoglienza. Un esempio portato avanti dall’ex sindaco Mimmo Lucano, oggi costretto a fare i conti con un nuovo corso della storia che sembra andare in direzione contraria rispetto a quel “vento” favorevole delle origini.

Un vento che però si fa ancora sentire, anche attraverso lo sport, con la presenza di circa ottocento partecipanti, per un totale di cento squadre protagoniste dei Mondiali antirazzisti, la cui tappa riacese si è svolta dal 5 al 7 luglio tra tornei di calcio, pallavolo, basket e beach volley. Squadre fatte di persone che praticano lo sport abitualmente o soltanto in occasioni di aggregazione come queste; squadre di amici, di migranti che hanno ottenuto lo stato di rifugiati, e poi, ad esempio, richiedenti asilo e formazioni nate nell’ambito progetti di inclusione sociale, negli Sprar, secondo una costante, comune, visione di bene collettivo e di umanità.

Una manifestazione che come ogni gara sportiva è caratterizzata dai premi: tra le sessanta squadre di calcio in campo, il titolo di vincitrice va alla “San Giovanni Apostolo” di Palermo; mentre alla squadra nata dalla organizzazione non governativa “Mediterranea” va un’altra delle coppe in palio, la Coppa speciale per i salvataggi in mare. Anche se la vittoria vera, quella della partecipazione solidale, come spiegano dalla Uisp, è di tutte le protagoniste e i protagonisti dell’iniziativa - squadre, società sportive, la Uisp e i suoi comitati territoriali, associazioni, volontari, e la fondazione “E’ stato il vento” , organizzatrice e promotrice con Uisp della tappa riacese - che si sono ritrovati insieme a condividere valori, visioni, speranze.

Tutti insieme per formare una “catena umana di persone che parleranno ancora di Riace e che torneranno ancora a Riace”, dice Carlo Balestri, responsabile dei Mondiali antirazzisti Uisp. “Quello che lasciamo a Riace - sottolinea ancora Balestri - è un messaggio importante di esistenza e di resistenza. Abbiamo voluto dare una speranza a chi rimane qui e crede nell’accoglienza: la speranza di poter ripartire con più slancio pensando di avere molti amici in giro per l’Italia e per il mondo”. Un’amicizia fatta anche di aiuti concreti: la fondazione “E’ stato il vento”, che ha organizzato con Uisp l’evento a Riace, ha messo a disposizione in forma gratuita duecento posti “delle case dell’accoglienza” del borgo per dare ospitalità in occasione dei Mondiali, e “noi - afferma Balestri - come Uisp e attraverso i partecipanti lasceremo alla fondazione un contributo solidale, un piccolo segno per progetti di carattere sociale che riguardano l’accoglienza qui a Riace”.

Ma veniamo al torneo: il principale, quello di calcio, ha visto in campo sessanta squadre arrivate da altre parti d’Italia, ma anche da Austria, Francia, Germania e Inghilterra. Una presenza internazionale che, per dirla con Balestri, vuol dire forte e chiaro “porti aperti in Europa”.  In dettaglio, questo l’esito alla fine della tre giorni a Riace inserita nell’ambito del più ampio Almanacco antirazzista promosso sempre da Uisp. La “San Giovanni Apostolo” di Palermo vince “tre a due” la manifestazione nelle fasi finali disputate ai rigori ottenendo la meglio sul centro di accoglienza di Camini, vicino a Riace, che comunque ottiene la Coppa Accoglienza, uno dei principali riconoscimenti dei Mondiali antirazzisti Uisp. La Coppa Fair Play, invece, alla squadra Lokomotiv Innsbruck, e quella Kilometri per la squadra venuta da più lontano, la Rotern Stern di Lipsia. La Coppa per il maggior numero di bambini a LazioNet di Roma, mentre quella per aver coinvolto il maggior numero di persone alle cooperative sociali di Bologna, che hanno organizzato tre pullman. Inoltre, una Coppa speciale per i salvataggi in mare va, come si diceva, alla “Mediterranea”. Diversi premi, dunque. Ma tutti vincitori e tutte vincitrici, come simboleggia la Coppa Mondiali Antirazzisti assegnata a tutti i partecipanti. Un premio che ha come sfondo sempre il mare di Riace, il mare da dove tutto è iniziato e da dove tutto, come sperano in molti, dovrà ricominciare.

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