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10 giugno 2019 ore: 11:39
Immigrazione

Migranti: la rotta del Sahara ha un numero di “pronto intervento”

E' nato "Alarme Phone Sahara", servizio gestito da attivisti africani ed europei per dare soccorso  ai migranti persi nel deserto o respinti alle frontiere del Niger con Libia e Algeria 
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La rotta del Sahara ha finalmente il suo numero di “pronto intervento”. Da qualche tempo, infatti, è nato Alarme Phone Sahara (Aps), un servizio che si occupa proprio di dare soccorso ai migranti che segnalano di essere dispersi nel deserto, oppure di essere stati respinti alla frontiera nigerina con Libia e Algeria. Un’offerta d’aiuto gestita da attivisti che viene dall’esperienza maturata da Alarm Phone, il numero per chi si trova in difficoltà in mare.

Un po’ di storia. Il percorso che ha portato all’attivazione di questo numero va fatta risalire almeno al 2011, quando è nata la campagna Boats4People contro le tragedie del Mediterraneo centrale. Un’esperienza cresciuta due anni dopo con Watch the Med, sito dedicato al diritto d’asilo che ha spinto in divere occasioni, anche nei tribunali, perché fossero rispettati i diritti umani di chi attraversa il Mediterraneo. Proprio a Watch the Med punta oggi Alarm Phone, un numero attraverso il quale chi si trova in un barcone che rischia di affondare può lanciare l’allarme.

La nascita di Aps. Proprio rifacendosi a Watch the Med, è nata Alarme Phone Sahara. “Aps è un'associazione internazionale che ha come ambizione principale la difesa dei diritti dei migranti senza distinzione di razza, etnia, religione o origine. È nata dalla volontà di attivisti un tempo definibili “no global” di Africa e Europa”, spiega Moctar Dan Yayé, tra i promotori dell'iniziativa in Niger. L’associazione collabora con Afrique-Europe-Interact, organizzazione presente soprattutto in Togo, Mali, Germania, Austria e Olanda.

Come funziona. Il servizio mette a disposizione due numeri da chiamare in caso di problemi nel deserto: +22 780296826 e +22 785752676. Ricevuta la telefonata, si mettono in moto gli aiuti. Come dice ancora Moctar Dan Yayé: “Riceviamo richieste del genere ogni settimana per respingimenti alla frontiera algerina e molto spesso per veicoli in panne o gente dispersa lungo la rotta verso la Libia”. Arrivata sul posto, l’associazione dà da bere e da mangiare e un supporto medico, per quanto possibile. In alcuni casi, poi, si cerca anche di portare i migranti in un luogo sicuro.

Criticità e ruolo dell’Ue. Il problema maggiore che incontra l’organizzazione di questo servizio è quello della localizzazione dei migranti in difficoltà, che spesso non hanno un satellitare. Inoltre, le rotte seguite sono cambiate parecchio, e spesso sono più pericolose, dopo la legge 36 del 2015, una norma imposta al governo del Niger dall’Unione europea. Sostiene Aps, infatti, che «la presenza dell'Ue in Africa nasconde un non-detto che va al di là del controllo dei flussi migratori verso l'Europa. La volontà selvaggia di esternalizzare la gestione delle frontiere nella regione subsahariana è denunciata dalla società civile che la qualificano questo atteggiamento con un tentativo di ricolonizzazione”.

L’articolo integrale di Lorenzo Bagnoli, "Migranti: un nuovo servizio per i “naufraghi” del deserto del Sahara", può essere letto su Osservatorio Diritti. Foto: NigerTZai (via Wikipedia)

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