11 giugno 2019 ore: 11:36
Economia

Senza dimora, troppo poveri per spendere tutto il reddito di cittadinanza

La misura contro la povertà vista dal centro diurno della Ronda della Carità di Milano. Pierluigi, 65 anni: "Ho appena un armadietto, non posso riempirlo di roba, ma devo spendere tutti i soldi altrimenti tornano allo Stato"

Economia, povertà, soldi arrotolati - SITO NUOVO

MILANO - Per chi ha sempre avuto pochi spiccioli in tasca, il reddito o la pensione di cittadinanza pone un problema inedito: come riuscire a spenderlo tutto. "Dormo in una struttura di Caritas e mangio qui al centro diurno, quindi finora mi sono comprato solo camicie, pantaloni e scarpe. Ma non posso andare avanti così. Ho appena un armadietto a disposizione, non posso riempirlo di roba".

Perché non posso risparmiare?

Pierluigi ha 65 anni, dal 20 marzo ha in tasca la carta di credito delle Poste, caricata con poco più di 500 euro della pensione di cittadinanza. È finito in strada, nel febbraio scorso, dopo una serie di disavventure personali e di lavoro. Non può ancora andare in pensione e per un paio d'anni dovrà campare con la pensione di cittadinanza. "Dove lo trovo un lavoro alla mia età?".

Ora frequenta il centro diurno della Ronda della Carità di Milano (via Picozzi 21). "Ogni mese posso prelevare 100 euro in contanti, il resto devo spenderlo in ogni negozio o supermercato che abbiano il logo del circuito Mastercard. Il problema è che devo spendere tutto l'importo, altrimenti torna allo Stato. Sarà che sono genovese - dice ridendo -, ma vorrei invece mettere da parte i soldi di cui ora non ho bisogno. La mia speranza è che tra qualche mese possa entrare in una casa popolare o in un appartamento condiviso con altri. Avere qualche risparmio mi farebbe comodo, per affrontare spese impreviste. Ogni famiglia cerca di risparmiare un po', è sicuramente una cosa positiva. Perché non posso farlo anch'io?".

Vorrei godermi il Reddito!

Il punto di vista cambia radicalmente con Sergio, 24 anni. Ha problemi di dipendenza da alcol e droghe. Poche settimane fa ha ottenuto il reddito di cittadinanza: 567 euro al mese. "Sono contento, perché ho potuto comprarmi qualche vestito e andare in giro più dignitosamente", dice. Dorme a Casa Jannacci e una parte dei 100 euro cash li spende per il posto letto (2 euro al giorno). Pranzo e cena in una delle mense per i poveri della città. "Mi hanno detto che verrò contattato dal centro per l'impiego che mi darà un lavoro. Spero che lo facciano tra qualche mese, vorrei prima godermi il reddito di cittadinanza". Quest'ultima frase fa sobbalzare sulla sedia Magda Bajetta, presidente della Ronda della Carità: "No ma guarda che l'obiettivo è che tu lavori!". Sergio annuisce, ma si capisce che non ne è convinto. 

La povertà non la risolvi solo dando soldi 

"Il problema di fondo è proprio questo - spiega Magda, dopo che Sergio è uscito dalla stanza -. La povertà non la risolvi solo dando soldi. La povertà è principalmente un problema di relazioni, di incapacità a gestirsi". E prosegue: 

"Ora come faccio a far capire a Sergio che deve cercarsi un lavoro, magari seguire anche un corso di formazione, se ha a disposizione questi soldi senza fare nulla? Questa carta di credito rischia di vanificare il lavoro che da anni stiamo facendo con tanti ragazzi come Sergio".

Il Reddito vanifica i nostri sforzi

Ogni giorno il centro diurno della Ronda della Carità è frequentano da circa 25 senza dimora. Qui trovano educatori, psicologi e volontari, che li aiutano a dare una direzione alla loro vita. Pranzano insieme e possono frequentare corsi di vario genere. "È chiaro che un contributo in denaro può permettere a queste persone di vivere più dignitosamente - aggiunge Magda Bajetta -. Ma bisogna prevedere che sia legato a un percorso di reinserimento sociale e lavorativo ben preciso, personalizzato. Il Rei (Reddito di inclusione) del precedente governo aveva questa impostazione. È durato troppo poco per capire se era la soluzione giusta. Il Reddito di cittadinanza, invece, vanifica i nostri sforzi. Inoltre induce solo a consumare. E c'è chi ora arriva qui ubriaco. Non so cosa riusciranno a fare i Centri per l'impiego. Inoltre, il fatto che non possano risparmiare è assurdo. Se una persona comincia a risparmiare, vuol dire che pensa al suo futuro. È un grande passo avanti per un senza dimora".

Fatta la legge, trovato l'inganno

Dai racconti di Pierluigi e Sergio emergono inoltre alcuni aspetti del Reddito di cittadinanza che certamente mal si conciliano con l'obiettivo di combattere la povertà. "Fatta la legge trovato l'inganno - spiega Pierluigi - . Ad esempio, puoi trovare una famiglia e proporgli di fare la spesa con la tua carta. Spendono magari 120 euro e a te restituiscono 100 euro in contanti. Per loro la spesa diventa più conveniente, tu ci perdi un po', ma così hai più contanti che usi come ti pare. Magari per ciò che non puoi comprare con la carte di credito... Non so se mi sono spiegato…". (dp)
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