17 luglio 2020 ore: 10:26
Società

"Rivestitevi dell’amore che è il vincolo della perfezione"

Il tema di questa domenica è il male e il perdono. Già Sant’Agostino distingueva tra male fisico e male morale. Il primo riguarda le limitazioni o le contraddizioni in natura. Disastri, malattie, terremoti, eventi catastrofici. La spiegazione di questi mali è da connettere con il limite

Il creato, la terra, l’uomo sono realtà con grossi limiti. Quando per una qualsiasi circostanza le leggi della natura sono violate, sopraggiungono le conseguenze negative. Spesso si appella a Dio perché rimane in silenzio, soprattutto di fronte a mali particolarmente dolorosi. Dio non interviene sui singoli episodi della vita. Siamo stati creati con molti limite: la fame, il freddo, la malattia, la morte fanno parte della nostra vita. Si potrebbe obiettare che Dio avrebbe potuto disporre di una creazione migliore: nessuno saprà mai rispondere a questa domanda. Sappiamo di essere stati creati “a somiglianza” di Dio, anche se limitati. Nulla più.

I salmi raccontano:

“L’uomo: come l’erba sono i suoi giorni!
Come un fiore di campo, così egli fiorisce.
Se un vento lo investe,
non è più, né più lo riconosce la sua dimora.
Ma l’amore del Signore è da sempre.” (Salmo 103,15-16)

“Signore, che cos’è l’uomo perché tu l’abbia a cuore?
Il figlio dell’uomo, perché te ne dia pensiero?
L’uomo è come un soffio,
i suoi giorni come ombra che passa.” (Salmo 144,3-4)

Il peccato

Differente è il male morale. Lo stesso Sant’Agostino si era posto il problema e la sua risposta è valida ancora oggi.

Il male morale dipende dal libero arbitrio. “Si compie il male morale quando si disprezza o rifiuta un bene superiore in vista di un bene inferiore”.
La validità della risposta si fonda sulla positività della vita. Il male si riduce a un errore. Si contrappongono due beni: il primo indicato da Dio, il secondo dal libero arbitrio. Da qui il distacco da Dio stesso chiamato peccato.
Per questo la morale classica invocava, per definire il peccato, la materia grave, piena consapevolezza, deliberato consenso.
Il male morale grave è possibile: ogni qual volta si infrange la legge di Dio, sapendo di farlo.

Il perdono

Di fronte alla fragilità umana Dio è disponibile a perdonare. La parola stessa perdono indica l’atto con il quale si continua a voler bene, nonostante l’errore. E’ l’esperienza che comunemente si fa in relazione a persone con le quali la relazione è intensa, affettuosa e preziosa.
Più difficile perdonare chi, sconosciuto, procura dolore, sofferenza, addirittura la morte di qualcuno molto caro.

Soltanto una grande spiritualità riesce a scusare l’errore e la cattiveria altrui. L’appello all’amore di Dio e del prossimo può procurare rabbia, rancore e vendetta.

La scrittura è piena degli attestati della misericordia di Dio e gli inviti a volersi bene.

“Il Signore è misericordioso e pieno di compassione, lento all’ira e di gran bontà. Il Signore è buono verso tutti, pieno di compassioni per tutte le sue opere.” (Ps 145,8-9).

“Quale Dio è come te, che perdoni l’iniquità e passi sopra alla colpa del resto della tua eredità? Egli non serba la sua ira per sempre, perché si compiace di usare misericordia.  Egli tornerà ad avere pietà di noi, metterà sotto i suoi piedi le nostre colpe  e getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati.” (Mic 7,18-19).

“Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il grande amore con cui ci ha amati, anche quando eravamo morti nei peccati, ci ha vivificati con Cristo” (Ef 2,4-5).

L’invito alla misericordia è esteso a quanti si dichiarano fedeli del Signore.

“Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione.” (2 Cor 1, 3-4).

“La luce spunta nelle tenebre per gli onesti, per chi è misericordioso, pietoso e giusto.” (Ps 112, 4).

“O uomo, egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il Signore, se non che tu pratichi la giustizia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio?” (Mic 6,8).

“Non giudicate, affinché non siate giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi.” (Mt 7,1-2).

“Via da voi ogni amarezza, ogni cruccio e ira e clamore e parola offensiva con ogni sorta di cattiveria! Siate invece benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda come anche Dio vi ha perdonati in Cristo.” (Ef 4, 31-32).

“Rivestitevi, dunque, come eletti di Dio, santi e amati, di sentimenti di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza. Sopportatevi gli uni gli altri e perdonatevi a vicenda, se uno ha di che dolersi di un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi.  Al di sopra di tutte queste cose rivestitevi dell’amore che è il vincolo della perfezione.” (Col 3, 12-14).

“La saggezza che viene dall’alto, anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia.” (Gc 3,17).


19 Luglio 2020 – Anno B
XVI Domenica del tempo ordinario
(1ª lett.: Sap 12, 13. 16-19 - 2ª lett.: Rm 8, 26-27; Vangelo: Mt 13, 24-43)