24 luglio 2020 ore: 12:28
Società

"Ti concederò un cuore saggio e intelligente"

I testi di questa domenica indicano che cosa è importante per il Signore. Nel brano del racconto della storia dei re, spicca l’attenzione a Salomone. La storia biblica lo riconosce come un re saggio, attento al bene e alla giustizia per il suo popolo. Il racconto è semplificato, tramutato in una preghiera, immaginata nel sogno

Intelligenza e saggezza

Dio chiede al re che cosa voglia. Salomone risponde. Signore concedimi un cuore dolce. L’espressione sarà esplicitata nella risposta di Dio. Ti concederò – dice Dio -  “un cuore saggio e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te”.
Le due caratteristiche si legano profondamente per chi ha responsabilità di governo. La prima riguarda la capacità di leggere i bisogni delle persone: il bene del popolo, in altre parole. La seconda – la saggezza – è attenta agli equilibri perché tutti siano presenti nelle decisioni di chi governa.
Una lezione che dura da sempre: siano i governatori a regime monarchico, che a regime rappresentativo.
La storia dell’umanità è piena di equilibri e benessere, ma anche di ingiustizie e soprusi. Nella preghiera dei fedeli, dopo l’omelia, spesso si invoca Dio per chi ha responsabilità di governo nel mondo.
Purtroppo – e non da oggi – il richiamo alle capacità e alla giustizia nel governare ha assunto altri riferimenti. Se, nel tempo, la partecipazione al governo del bene comune si è allargata, non sempre tale rappresentatività ha prodotto effetti di uguaglianza e di giustizia.
Sempre più, nel benessere e nei periodi crisi, alcuni si approfittano delle situazioni per benefici privati esclusivi.

La parole del salmo sembrano espresse in altra lingua, lontane dalla preghiera e dal riferimento a Dio.

“Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.
Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
perché la tua legge è la mia delizia. 

Perciò amo i tuoi comandi,
più dell'oro, dell'oro più fino.
Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero. 

Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
per questo li custodisco.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici.”

Come appaiono lontane le parole dell’Apostolo Paolo:

“Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato, li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.”
Essere conformi all’immagine di Cristo è un’esortazione e un privilegio fuori da ogni portata umana.
Come se la vita di un battezzato debba avere prospettive e ritmi di vita molto lontani dalle vicende umane.

Il tesoro da cercare e da trovare

Il vangelo di Matteo, presenta quattro piccole parabole: Il tesoro trovato, le perle preziose cercate, le reti di pesca, infine l’esortazione allo scriba (l’esperto delle sacre scritture) che non dimentica la tradizione (cose vecchie) ma suggerisce anche le novità (la venuta di Cristo).
Meraviglia sempre il linguaggio semplice, popolare, di immediata comprensione delle parabole.
Le prime due hanno in comune che occorre prima di tutto “cercare” il tesoro o le perle e fare di tutto per possedere il bene trovato. L’immagine del tesoro e delle perle indica che si può seguire Cristo se lo si scopre come una cosa positiva: un riferimento che fa bene alla propria vita.
Questa positività è ben presente nella vita di Cristo. I suoi atteggiamenti, le sue parole esprimono giustizia, rispetto, benessere: quella purezza di cuore che pure cerchiamo come grande desiderio per vivere una vita significativa e in pace.
Una prospettiva che, se ben curata, dona tranquillità, gioia e felicità. Il problema vero è saperla cercare e scoprire.
La parabola delle reti indica che l’azione cristiana non è mai solitaria, ma è composta da un insieme di persone che si ritrovano per perseguire il disegno di Dio. Sempre con l’attenzione alla verità (pesci buoni e pesci cattivi).
Una lezione che aiuta a vivere la dimensione dello spirito, sicuri che nulla sarà sottratto alle capacità umane, ma tutto orientato al benessere autentico delle persone.

26 Luglio 2020 – Anno B
XVII Domenica del tempo ordinario
(1ª lett.: 1Re 3,5.7-12 - 2ª lett.: Rm 8,28-30 - 27; Vangelo: Mt 13,44-52)