7 febbraio 2020 ore: 12:04
Società

Camminiamo verso l’infinito, cercandolo

La liturgia di oggi offre dei brani di una proposta dolce, ragionevole, luminosa. E’ indubbiamente una delle parti più significative e delicate dell’intero Vangelo. Parte da una visione positiva. La luce, la pace, lo splendore sono gli obiettivi per una vita che offre equilibrio e felicità autentica

Eterno sarà il ricordo del giusto

Iniziando dal testo di Isaia vengono suggerite proposte che descrivono l’autentico fedele.
Non si tratta solo di impegni morali, ma dell’unione dell’anima con il proprio Dio. Nella prospettiva di comunione che placa gli animi e svela la verità. La vicinanza di Dio non si farà attendere, per ritrovare un’autentica pacificazione.

«Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia,
la gloria del Signore ti seguirà.
Allora invocherai e il Signore ti risponderà,
implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
se aprirai il tuo cuore all’affamato,
se sazierai l’afflitto di cuore,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
la tua tenebra sarà come il meriggio».

Il Salmo 111 è ancora più esplicito:

«Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.

Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.

Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria». 

Le parole del salmo vanno nel dettaglio dei suggerimenti, senza la pretesa dell’obbligo, offrendo prospettive che vanno oltre le azioni singole che sono improntate al bene. Per la convivenza sociale, ma anche per la pace dell’anima.

San Paolo, nel brano dei Corinti, con umiltà, sottolinea i motivi del suo insegnamento:
«Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio». 

La vita dell’anima

Infine il brano del Vangelo è insieme, pur nella brevità, un invito di incoraggiamento, una certezza e una direzione.
Vengono evocati due immagini di comune esperienza: il sale e la luce. Elementi fondamentali per vivere: vedere e nutrirsi.
Essere sale della terra è un grande impegno: significa dare senso alle proprie azioni. A breve e a lungo termine. Non sempre è facile, essere saggi nei comportamenti quotidiani, a tal punto da diventare riferimento. Molte azioni spesso restano anonime, insignificanti, anche inutili.
Lo sforzo per l’equilibrio delle proprie condotte porta a “saggezza” che aiuta nella vita.

La luce ha una dimensione più evocativa. E’ talmente necessaria da non poter vivere senza di essa. Ma ha molte sfumature: intensa, brillante, opaca, insufficiente. Esige per essere alimentata una grande spiritualità che si conquista con il silenzio, la meditazione, l’attenzione, mettendo in campo le energie spirituali migliori.
La vita dell’anima, se vissuta intensamente, fa scoprire confini dell’intelligenza e del cuore che appellano all’infinito. Un infinito che non è raggiungibile, ma verso il quale si può camminare, cercandolo.

Ha un’influenza anche nella vita quotidiana perché le vicende umane sono vissute con altri occhi e altre logiche. Abbraccia la creatività, la fantasia, la generosità: ogni sentimento nobile che va oltre la fisicità dei corpi.L’invito evangelico è una grazia perché indica strade fascinose che portano alla completezza della vita.


9 Febbraio 2020 – Anno A
V Domenica del Tempo ordinario
(1ª lett.: Is 58, 7-10 - 2ª lett.: 1 Cor 2, 1-5 - Vangelo: Mt 5, 13-16)