22 gennaio 2021 ore: 11:53
Società

Egli propone un metodo non violento

Il tema di questa domenica è la conversione. Nella Genesi si racconta l’intervento del profeta Giona nei confronti della città di Ninive, descritta come corrotta. Il profeta minaccia, a nome di Dio, la distruzione se la città non si convertirà

Impauriti, gli abitanti di Ninive iniziano un periodo di quarantena e di penitenza. Il brano conclude che Dio accettò la loro conversione e preservò la città dalla distruzione. Nell’episodio sono presenti il male della perversione, il richiamo, la conversione e il perdono.

Coscienza del male

E’ lo schema semplificato di vicende umane, con l’intervento diretto di Dio, tramite il profeta. Uno schema che si ripeterà nella storia di Israele. Religiosamente il bene e il male sono presenti nel mondo e solo l’intervento di un messaggero di Dio –  il profeta – riporta giustizia.
I salmi insistono sul perdono di Dio, purché sia presente la coscienza del peccato.

Celebre il salmo 51 con il quale il re David chiede perdono per essere stato con Betsabea, moglie di Uria.

«Riconosco la mia colpa,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
 Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto;
perciò sei giusto quando parli,
retto nel tuo giudizio.

Ecco, nella colpa sono stato generato,
nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ma tu vuoi la sincerità del cuore
e nell'intimo m'insegni la sapienza.

Purificami con issopo e sarò mondo;
lavami e sarò più bianco della neve.
Fammi sentire gioia e letizia,
esulteranno le ossa che hai spezzato».

La preghiera di ringraziamento per il perdono concesso è rivolta a Dio con parole poetiche anche nel salmo 130:

«Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore.

Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.

L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora.
Più che le sentinelle l’aurora,

Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe».

Invito a liberarsi dal male

Il brano del Vangelo ha un altro approccio. La proposta per la risposta al male è l’invito alla conversione. Il Signore Gesù è venuto a portare salvezza. E’ venuto a svelare definitivamente chi è Dio, il suo modo di essere e di pensare. Indica i valori essenziali da perseguire, il modo di vivere e di relazionarsi.
Lo farà percorrendo la Palestina: predicando e operando miracoli. Alcuni lo seguiranno. Non soltanto i dodici, ma quanti crederanno in lui. Altri lo ignoreranno; addirittura qualcuno lo considererà impostore e posseduto dal demonio.
Egli propone un metodo non violento. Pur avendo fatto tutto bene, lo crocifiggeranno per le sue parole, non credendo ai suoi gesti.
Non detterà tutte le norme per rispondere ai problemi posti nella storia, ma farà intravedere un modo di concepire e di vivere l’esistenza.
Non ignora la condizione umana che lui stesso ha vissuto, ma indica la strada di salvezza.
La creatura umana, creata da Dio, è destinata a ritornare a lui, dopo aver vissuto tutte le vicende terrene con spirito umile, aperto, generoso, libero, in continua ricerca verso la perfezione.
Indicherà i capisaldi della condotta umana, spiegando che cosa l’aspetta, alla fine dei tempi.
E’ la fede che molti suoi seguaci seguiranno, perché hanno riconosciuto in lui la presenza di Dio. In ogni epoca e in ogni luogo l’invito alla conversione rimane valido: il male, espressione della limitatezza delle creature, è presente e produce distruzioni, ingiustizie e precarietà.
 

24 Gennaio 2021 – Anno B
III Domenica del tempo ordinario
(1ª lett.: Gn 3,1-5.10 - 2ª lett.: 1Cor 7,29-31  – Vangelo: Mc 1,14-20)