20 giugno 2019 ore: 11:07
Società

Fate questo in memoria di me

La festa del Corpus Domini. Una festa, dedicata all’Eucarestia, che ricorda la presenza di Cristo in mezzo al suo popolo. Il tema centrale diventa dunque la mensa, il cibo, quale alimento perenne, perché spirituale

In questa domenica la liturgia introduce la festa dedicata all’Eucarestia. La festa, nella Chiesa latina, è introdotta tardivamente. Iniziata in Belgio a Liegi, fu diffusa sotto Urbano IV nel 1264, a seguito anche del miracolo di Bolsena dell’anno precedente. L’inno “Pange lingua” di questa festa fu scritto da san Tommaso d’Aquino su incarico del Papa.

E’ una festa che ricorda la presenza di Cristo in mezzo al suo popolo. Il tema centrale diventa dunque la mensa, il cibo, quale alimento perenne, perché spirituale.
Spesso si traduce in adorazione di fronte alle specie del pane.
Il mistero dell’eucarestia richiama tutta la riflessione sul significato dei sacramenti. Se nel battesimo il segno è l’acqua, nella confermazione e nell’ordinazione sacerdotale il crisma, nell’eucarestia il segno centrale sono il pane e il vino, simbolicamente rappresentati nella forma di ostia.

 Lo scambio di doni

Nella Genesi appare la figura del sacerdote che benedice, in nome di Dio, Abramo, con l’offerta di doni. Un gesto molto significativo e sempre presente nelle religiosità antiche. Il dono è un gesto di ringraziamento, ma anche una richiesta di benevolenza.
Il pane e il vino rappresentano gli elementi fondamentali della vita delle persone. Sono il segno del nutrimento, ma anche di appartenenza a un popolo che, insieme, loda Dio.
Nella tradizione cattolica, dopo un periodo sacrale, nel quale era il sacerdote l’unico intermediario della celebrazione,  si è recuperata la presenza attiva del popolo: con i canti, le letture, l’offerta dei doni, le intenzioni di preghiera.
Anche se l’abitudine fa perdere nel tempo i significati profondi dei gesti, la celebrazione eucaristica è il segno di una comunità che ascolta la parola di Dio e la sua spiegazione; proclama le verità di fede, ripete i gesti del Signore Gesù con la consacrazione del pane e del vino, prega per la Chiesa intera, per i suoi pastori, partecipa con la comunità. Ricorda i morti. Un’assemblea che, nel giorno del Signore, si raduna nel nome di Dio.
Un momento privilegiato di lode, di riflessione e di gratitudine. L’adorazione è occasione privilegiata di contatto con Dio, nei meandri profondi e sinceri dell’anima.

Fate questo in memoria di me

Il brano della Lettera di san Paolo ai Corinti è di estrema importanza. Certifica, a pochi anni dalla scomparsa del Signore – la lettera è stata datata verso la Pasqua dell’anno 57 – Che la liturgia dell’Eucarestia nelle primitive comunità è già praticata. Per questo lo stesso Apostolo certifica di esprimere quanto gli è stato “trasmesso”. La narrazione è lineare, con riferimento all’ultima cena del Signore. Il culmine della celebrazione è la morte e la risurrezione di Cristo. La celebrazione ricorda e fa presente l’evento centrale della vita di Gesù. La trasmissione del ricordo diventa la continuazione del mistero e della presenza del Signore stesso. Per questi motivi le comunità cristiane celebrano in tutto il mondo l’Eucarestia, momento centrale di ogni azione liturgica.

La sequenza ricorda:

«Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.

È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.»

Recitò la benedizione

L’evangelista Luca riprende il racconto fatto da Marco e dà al miracolo della moltiplicazione dei pani i riferimenti dell’azione di Dio nei confronti del suo popolo. Dà la benedizione e l’insegnamento è evidente: Dio concede a tutti la grazia della sua presenza e del nutrimento. Il miracolo è posto all’inizio del viaggio di Gesù verso Gerusalemme; egli non risalirà più perché nella città santa sarà processato e morirà.

I suoi discepoli godranno della sua presenza, ricordando la benedizione del pane e del vino segno di salvezza. Si raduneranno intorno alla mensa e, ripetendo le parole dei Vangeli, renderanno presente il Signore con la sua opera di salvezza e di redenzione.
La liturgia gira intorno alla celebrazione eucaristica: anche la recezione dei altri sacramenti sono immersi nella Messa, quale momento unitivo di ogni azione sacra.
Le sacre specie si conservano nel tabernacolo per dimostrare la presenza di Cristo nel suo santo tempio.
Una presenza consolatrice e di compagnia, offrendo la possibilità della preghiera e dell’adorazione.


23 Giugno 2019 – Anno C
Festa del SS.mo  Corpo e Sangue di Cristo
(1a Lettura: Gn 14, 18-20 – 2a 1 Cor 11, 23-26 – Vangelo: Lc 9, 11b-17)