20 marzo 2020 ore: 15:19
Società

L'apparenza inganna. Guadare al cuore dell’esperienza umana

Nella prima lettura, con una visione spirituale, come di origine divina, è raccontata l’unzione del re David. Le scritture pongono sempre le questioni, sia normali che eccezionali, nella visione spirituale quale risultato della provvidenza divina

Una visione oggi praticamente scomparsa, per riapparire nei momenti delicati e dolorosi. Sembra che solo di fronte al male si invoca la presenza/assenza di Dio. Si vorrebbe un Dio particolarissimo: silenzioso e lontano quando le sue creature vivono bene; presente/interventista quando qualche tragedia (guerre, epidemie, carestie) interessa la terra. La dinamica della condotta sociale, con l’assenza della religione è oramai prevalente, soprattutto nel mondo occidentale. Per mezzo delle scienze, della ricerca, della competenze la creatura moderna si sente onnipotente. Di fronte a fatti (positivi e negativi) improvvisi, la coscienza sbanda: o cerca disperatamente una spiegazione, oppure si affida impropriamente alla presenza di Dio perché tutto risolva.

In realtà le creature umane sono dotate di libertà: hanno la capacità di scegliere tra bene e male. Anche nella concezione del male è oramai evidente che la coscienza umana si arroga il diritto di definirne i confini. Confini che sono labili perché affidati non a leggi riconosciute, ma a convinzioni, emozioni, sintesi che ciascuno si arroga il diritto di stabilire.

Il corto circuito lascia esterrefatti o tramortiti.
La via d’uscita è ritornare nell’alveo della propria condizione: limitata, ma anche dotata di libertà e di intelligenza.
Ciascuno è chiamato a rispondere dell’equilibrio della propria vita, seguendo le linee di comportamento che si è scelto, tenendo fede a quanto crede. Importante è avere il riferimento a Dio.

L’uomo vede l’apparenza

Il primo libro di Samuele racconta l’unzione del re David, dopo il regno di Saul. E’ la rilettura della provvidenza di Dio che ha scelto un uomo che combatterà le tribù cananee e permetterà l’unificazione del regno del Nord. Per accreditare questa visione positiva nei confronti del futuro re, il racconto biblico fa appello al profeta (Samuele) perché scelga il successore nella dinastia reale. Questa fase si concluderà con il successore di David che sarà Salomone. L’attenzione non può essere sulle notizie storiche dell’avvento di David al regno perché, nei vari libri dell’Antico Testamento, si hanno versioni diversi. Nel racconto del profeta, la chiave di lettura sono le parole di Dio « Il Signore replicò a Samuele: «Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore».
Questa citazione sapienziale “il Signore vede il cuore” è sempre valida. Le apparenze ingannano: è l’esperienza umana. Guadare al cuore significa leggere la stima che una persona deve avere. Non è difficile se lo stile delle relazioni  non si limitano alle apparenze e alle positività che saltano agli occhi.
E’ l’attenzione che viene posta sulle  “virtù” ben riconosciute e apprezzate da tutti.
L’esempio bello della vicinanza a Dio è dettato dal Salmo proposto in questa domenica, molto conosciuto e per questo esemplare.

«Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.»

Coloro che non vedono, vedano

I biblisti, commentando il brano del cieco nato, hanno fatto notare che il cuore del problema non è la guarigione del cieco, né le discussioni che ne conseguono con Gesù, con il cieco e con i suoi genitori, ma l’impossibilità di un’azione divina, come la guarigione, operata nel giorno dedito al riposo, il sabato.
I Vangeli riferiscono di altri discussioni contro Gesù sul riposo del giorno di festa: i discepoli raccolgono spighe di sabato (Mt 12, 1-8); guarigione dell’uomo dalla mano secca ((Mt 12, 9-13); della donna curva (Lc 13, 10-17); dell’idropinico (Lc 14,1-6); del paralitico della piscina (Gv 5, 1-18).
Il Signore Gesù si dichiara : «il Figlio dell’uomo è signore del sabato». (Mt 12, 8). Una bestemmia agli occhi dei farisei. Lo avrebbero condannato perché bestemmiatore e soprattutto traditore.
Gesù risponde con forza: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi».
Si pone il problema della lettura della realtà: cambia a seconda degli “occhi” con i quali la si guarda. Problema grande per la fiducia in Cristo: possono essere molti i dubbi, le perplessità, le incertezze sui racconti evangelici.
Ascoltando le sue parole e riflettendo sulla sua opera è possibile trovare un filo logico e anche consolatorio. Perdersi nei dettagli non vale la pena. Salvare l’essenziale della presenza di Dio in mezzo a noi è la strada giusta.

 

22 Marzo 2020 – Anno A
IV Domenica di Quaresima   
(1ª lett.: 1 Sam 16, 1b.4a. 6-7. 10-13a  - 2ª lett.: Ef 5, 8-14  – Vangelo: Gv 9, 1-41 (forma breve: Gv 9,1.6-9.13-17)