2 gennaio 2021 ore: 12:03
Società

Hanno creduto in Lui, attratti dalle sue parole e dal suo agire

Può sembrare strano che in questa domenica si parli di Sapienza e dell’Inno di inizio del Vangelo di Giovanni il Verbo si è fatto carne. Sembrano accorgimenti teologici incomprensibili. Si tratta invece di una riflessione che illumina i grandi misteri di Dio

La sapienza divina

Il libro della Sapienza sembra affidare a un personaggio reale la capacità di comunicare la volontà di Dio: è chiamata Sapienza, un angelo o forse un profeta o un’altra persona. 
La spiegazione c’è: per gli Ebrei il riferimento religioso erano le sacre scritture. In altre parole Il Libro: un insieme di scritti, composto lungo i secoli, accettati dalla comunità che avevano lo scopo di parlare di Dio. Un’autorità a cui ogni ebreo osservante si riferiva, spiegata e commentata da rabbini e scribi.

Il Pentateuco (i primi cinque libri della raccolta) erano fondamentali. In essi si dava spiegazione della creazione del mondo, dell’azione di Dio verso il suo popolo, delle leggi da rispettare.
La tradizione cristiana ha accolto la serie di Libri giudaici e ha aggiunto gli scritti dei quattro evangelisti, gli Atti degli Apostoli, le Lettere di Paolo, di Giacomo, di Pietro, di Giovanni, di Giuda e l’Apocalisse.
Le tre religioni monoteiste hanno dunque i loro riferimenti: gli ebrei (Libri del Vecchio Testamento), i cristiani (Scritti del Nuovo Testamento), gli islamici (il Corano).
Per gli Ebrei e per gli Islamici il riferimento è a persone che hanno parlato e scritto su Dio: i più efficaci sono stati i profeti. Lo stesso Maometto era profeta.
Per i cristiani è diverso: la fede è stata trasmessa direttamente da Gesù Cristo, creduto Figlio di Dio e quindi espressione di Dio stesso.
Tutti i racconti su Dio, con varie sfumature, descrivono con parole umane, la natura di Dio, la sua azione, i suoi interventi, aggiungendo raccomandazioni, indicazioni, precetti utili a seguire la religiosità indicata.

Per questo motivo il Libro della Sapienza può dire:

«La sapienza fa il proprio elogio,
in Dio trova il proprio vanto,
in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria.
Nell'assemblea dell'Altissimo apre la bocca,
dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria,
in mezzo al suo popolo viene esaltata,
nella santa assemblea viene ammirata,
nella moltitudine degli eletti trova la sua lode
e tra i benedetti è benedetta…»

Il modo efficace e completo di comunicare tra le persone è la parola. Essa è espressione del pensiero che abbraccia ogni movimento della mente. E’ il modo di trasmettere verità.

Il passaggio della fede cristiana

Il Vangelo di Giovanni è un’introduzione teologica. Spiega che Dio si è presentato, in forma umana, in Gesù Cristo. La parola di Dio, a partire da lui, è autentica e credibile. Ciò che ha rivelato Gesù corrisponde ai pensieri di Dio. Egli è venuto con il compito di annunciare “il regno di Dio” e a salvare l’umanità. Il passaggio di fede in Gesù Cristo è alto. Non si tratta più di parole umane, ma di parole divine.

«In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l'hanno vinta.»

E’ più che un profeta: è Dio stesso che si è rivelato per farsi conoscere e per seguire quanto è stato lasciato detto.
Trattandosi di fede alcuni l’hanno ignorato o addirittura osteggiato la presenza di Gesù.
Era oggettivamente difficile per un pio Ebreo rinunciare al modo di avvicinarsi a Dio, con la venuta del Cristo. Alcuni però hanno creduto in Lui, attratti dalle sue parole e dal suo agire.

«Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.»

L’evangelista è cosciente che non tutti hanno creduto al Cristo e insiste:

«Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio
dal Padre,
pieno di grazia e di verità».

Il cristianesimo si riassume nella fede della venuta di Cristo, di cui hanno raccontato i suoi discepoli con i loro Vangeli e le loro lettere. Si tratta di un’adesione libera che promette luce, verità e vita.

 

3 Gennaio 2021 – Anno B
II Domenica dopo Natale
(1ª lett.: Sir 24,1-2.8-12, NV 24, 1-4.12-16 - 2ª lett.: Ef 1,3-6.15-18 – Vangelo: Gv 1,1-18)