5 febbraio 2021 ore: 12:05
Società

I miracoli esistono, sono anche quelli della vicinanza e della misericordia

La liturgia di oggi segue il cammino che Gesù ha iniziato con la scelta dei discepoli. Dopo aver commentato nella Sinagoga di Nazaret un brano dei libri sacri, meravigliando i suoi concittadini, si reca nella casa di Pietro, la cui suocera era ammalata
L’evangelista mette in risalto le caratteristiche di Gesù: sottolinea la sua funzione di taumaturgo, oltre quella di profeta.
Non sappiamo di che male fosse afflitta la donna: importante la sottolineatura del modo di agire del Nazzareno.

La tristezza e il dolore

Con la prima lettura, tratta dal Libro di Giobbe, si evidenziano la tristezza e il dolore di una condizione compromessa.
«I miei giorni scorrono più veloci d'una spola, svaniscono senza un filo di speranza. Ricòrdati che un soffio è la mia vita: il mio occhio non rivedrà più il bene».
E’ una chiara espressione dell’abbandono di un uomo giusto che è colpito da mali, la cui origine non sa spiegare.
Non si accontenterà di quanto gli diranno gli amici; la disperazione è la via di uscita per una condizione diventata insopportabile.
Storie simili attraversano la vita di molte persone e di molte famiglie. Addirittura, in alcune circostanze, sembra che il male si accanisca con qualcuno, fino a raggiungere sofferenze mostruose.
Di fronte a situazioni simili non c’è risposta. Il male colpisce dove vuole, senza conoscerne la causa, né il significato.
E’ inutile inventare risposte fatte di parole: solo il silenzio rispettoso può accompagnare forti dolori.
Tale presenza aiuta semplicemente a non lasciar sole le persone, nella speranza che sia di sollievo. Non sempre funziona, ma è l’unica risposta possibile.
Al male, d’altra parte, ognuno risponde appellando alle proprie energie. A volte il coraggio, a volte la sublimazione, a volte la disperazione, a volte la preghiera. Nessuno può addentrarsi nel dare giudizi che non gli competono. Può solo accompagnare, perché oltre il dolore, la solitudine creerebbe ancora più danni.
C’è chi appella a Dio, invocando grazia e felicità. Se ne fa portavoce il salmo 146:

«Risanaci, Signore, Dio della vita.
È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d'Israele.

Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.

Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.
Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi».

Il miracolo della vicinanza

Il Signore Gesù risponde al male con il miracolo. Un’esperienza di invocazione che tutti sperimentiamo. Quando la scienza, la vicinanza, ogni cura sembrano non funzionare ricorriamo a Dio che “può tutto”, come ha ricordato la Madonna all’annuncio della maternità: «Grandi cose ha fatto per me l'Onnipotente e Santo è il suo nome».
Molti non credono ai miracoli: a loro spetta rifugiarsi nella caducità della vita, con i suoi problemi e angosce.
Invocare la potenza dell’Altissimo è un atto di umiltà, ma anche di fiducia. I miracoli sono rari, ma non impossibili. La Chiesa li certifica, dopo esami severi e coscienziosi.
A noi che restiamo legati alla realtà della vita resta l’indicazione di fare il miracolo della vicinanza e della misericordia.
Non soltanto nei casi estremi e disperati, ma anche in tutte le situazioni di sofferenza. Miracoli non immediati sono come interventi straordinari: accudire, consolare, accompagnare, non abbandonare sono miracoli non risolutivi, ma certamente utili.
Rassomigliamo così alla misericordia di Dio, anche se combattere le leggi della natura non è a nostra misura.
Ciò vale non soltanto per le questioni vicine e domestiche, ma vale anche per i problemi grandi che affliggono la terra.
Una coscienza retta e attenta permette di portare aiuto sempre positivo e benefico, se non altro per impedire altri mali o mitigare quelli esistenti.
Il cristiano è chiamato all’opera di pietà, così come agisce il nostro Dio e come ha agito Cristo.


7 Febbraio 2021 – Anno B
V Domenica del tempo ordinario
(1ª lett.: Gb 7,1-4.6-7 - 2ª lett.: 1Cor 9,16-19.22-23 – Vangelo: Mc 1,29-39)