13 novembre 2020 ore: 14:43
Società

I talenti dell’anima e le occasioni della vita

Il messaggio centrale di questa liturgia riguarda le risorse che ciascuno ha nella propria vita
La prima lettura parla della donna forte.  Fa appello alle sue qualità domestiche che, se andavano bene qualche secolo prima di Cristo, oggi vanno lette con altro approccio.
Si possono assumere le parole delle ultime righe: “Illusorio è il fascino e fugace la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani e le sue opere la lodino alle porte della città.”
Le condizioni culturali e sociali, almeno nell’Occidente sono cambiate verso una parità di capacità e di responsabilità che non sottomette le donne a lavori domestici e sotto protezione degli uomini.
I progressi per la parità sono molti: negli ambiti sociali, nell’istruzione, nella magistratura; il rispetto e le responsabilità delle donne hanno raggiunto livelli accettabili, anche se rimane ancora una lunga strada di parità.
Un problema non sufficientemente affrontato è la cura della famiglia, il cui peso grava ancora per la maggior parte sulle donne, anche se la presenza maschile sta sulla buona strada di condivisione delle fatiche familiari.

I talenti dell’anima

Il tema più ampio delle capacità può essere legato alle occasioni che ognuno ha per se stesso. Un tempo si ricorreva facilmente all’intelligenza, con ampi stralci al quoziente intellettivo. Recentemente sono stati presi in esami migliori e maggiori parametri.
La vita di ognuno si articola per una serie di circostanze, di occasioni, di incontri, di clima familiare, gruppale e di ambiente che non solo condizionano gli sviluppi, ma li determinano, fino ad influire su ciò che genericamente chiamiamo carattere.
Le possibilità, i pregi e i difetti sono un risultato di condizioni non alla portata di ognuno, ma sulle quali l’individuo può interferire.
Ciò vale anche per la dimensione spirituale e religiosa. La fede, come ogni presa di coscienza, va curata, accompagnata, alimentata.

Il salmo 127, nella sua semplicità, racconta bene il clima familiare.

“Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.

La tua sposa come vite feconda
nell'intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d'ulivo
intorno alla tua mensa. 

Ecco com'è benedetto l'uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!

Vita piena

La parabola dei talenti va collocata nell’insieme delle culture che, in ogni parte del mondo, sono simili ma non uguali.
Purtroppo in occidente i talenti sono determinati da correnti superficiali che portano ad esaltarne alcuni soltanto. La ricchezza, la bellezza, la prestanza diventano chimere che influiscono efficacemente sulla propria identità. Valori positivi se inquadrati nella dimensione dello spirito. La vita racconta che la felicità è piena se la cura del corpo e dell’anima vanno di pari passo.
La parabola (i talenti) non si riferisce solo ai progressi che riguardano la vita fisica, ma anche alle aspirazioni di “anime belle” che riescono a equilibrare l’anima.
La parola di Dio è orientata alla dimensione dello spirito. Essa va accolta e va coltivata perché l’essere superiore dell’uomo si distingue da quella animale proprio per la capacità di dare significato a tutto il vivere.
La proposta evangelica è solo un invito e non può essere una obbligazione. La sua forza è offerta dallo Spirito che accompagna le persone che a lui si rivolgono.
Il processo di “santificazione” che sembra riservato a pochi in realtà è rivolto a tutti: santificarsi significa pensare e agire come Dio.
Sembra un’enormità, ma il percorso si realizza nella vita quotidiana di chiunque, a prescindere dall’istruzione, dalle condizioni di vita, dagli ambienti.
La grandezza del cristianesimo è questa offerta diretta a ognuno, in modo soave, rispettoso e paziente.
Un Dio grande che non si approfitta della sua grandezza, ma, come padre premuroso, accompagna i suoi figli e figlie anche nelle debolezze e nelle contraddizioni.


15  Novembre 2020 - ANNO A
XXXIII Domenica del Tempo ordinario
(1 lett. Pr 31,10-13.19-20.30-31 - 2 lett. 1Ts 5,1-6 - Vangelo Mt 25,14-30)